I nostri lettori

sabato 12 luglio 2014

Un nuovo inizio?

Era tarda mattinata ed ero a letto che mi stavo lentamente risvegliando. Francesca non c'era, era già andata al lavoro mentre io, quel giorno, non ero di turno e quindi sarei rimasto a casa.
Faceva caldo ed ero nudo. Dormivo sempre così d'estate e, anzi, sarei rimasto nudo tutta la giornata finché stavo in casa. Mi piaceva.
Come capitava quasi sempre la prima parte del corpo a dare segni di risveglio era il cazzo. Ce l'avevo duro e istintivamente iniziai a toccarmelo.

La sera prima io e Francesca avevamo scopato ma non ero rimasto molto soddisfatto, principalmente perché avevo capito che lei per prima non era rimasta soddisfatta. Io avevo goduto e lei anche, o almeno così mi aveva fatto credere, ma avevo intuito che in lei non c'era stato quel trasporto e quel coinvolgimento che per me era fondamentale. Infatti buon parte del mio godimento deriva dal sentire il piacere che invade la mia donna, dal vederla perdere il controllo, dal sentirla urlare, dal capire che quello che sta provando è il massimo per lei. 
Non sempre riusciamo ad essere in perfetta sintonia, non sempre riesco ad essere come lei mi vorrebbe per eccitarsi fino in fondo. A volte, forse, la nostra routine di coppia prende il sopravvento ed io non riesco a farle sentire il desiderio e la passione che ancora provo per lei, per il suo corpo.

Quella mattina, con il cazzo stretto nella mano che lentamente muovevo su e giù, iniziai a pensare a lei, a pensarla mentre ha un orgasmo, a pensare a come glielo avrei potuto provocare.
Nel letto, in penombra, cominciai a masturbarmi. Mi segavo il cazzo e pensavo a Francesca. Arrivavo ad un certo punto e mi fermavo, prima di venire. Andai avanti per molto e intanto i pensieri si facevano sempre più arditi e perversi. Mi piaceva rimanere sull'orlo dell'orgasmo così a lungo, era un modo per amplificare e prolungare il piacere e tanto non avevo nulla da fare quella mattina.
Successe però qualcosa che rese la mia pratica masturbatoria più corta del previsto. Mentre la mia mente vagava cercando nuovi spunti per l'eccitazione un pensiero nacque improvviso.
Stavo immaginando i modi in cui far godere sempre di più Francesca e pensai che forse per aumentare il suo piacere serviva qualcuno più bravo di me, più dotato di me, diverso da me, che le stimolasse fantasie più perverse. A quel punto mi venne il dubbio: e se lei questo qualcuno che la faceva godere ancora di più se lo stesse cercando? e se lo avesse già trovato? e se ci stesse già scopando?

Fu come se quei pensieri ruppero un argine. Smisi immediatamente di toccarmi il cazzo, sperando così di ricacciare indietro l'orgasmo che stava arrivando ma fu inutile. Venni e venni in modo estremamente copioso e intenso. I primi schizzi addirittura mi arrivarono sul viso. Raramente mi era capitato di godere in quel modo durante una pratica solitaria ed era successo pensando a Francesca che mi tradiva con un altro.

Rimasi ad ansimare per un po' e poi il mio cazzo si sgonfiò e l'eccitazione sparì, lasciando spazio a dubbi e pentimenti. Come potevo aver pensato una cosa simile? Come potevo, soprattutto, aver provato piacere nel pensare a quelle cose?
Mi alzai, mi feci una doccia per lavar via dal corpo e dalla testa i residui di quella masturbazione. Non ci pensai più durante la giornata, almeno fino a quando Francesca rientrò a casa, sempre bellissima.
Stefano

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