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sabato 12 luglio 2014

Come una puttana



Quella fu una giornata che pareva non aveva fine per me. E’ incredibile quanto a volte se dosata nel modo giusto l’assenza possa provocare ancora più eccitazione della presenza. E io in quella lunga giornata  di assenze ne stavo sperimentando due contemporaneamente. Da un lato c’era, anzi non c’era, il mio uomo misterioso che mi costringeva a fare cose mai pensate senza più farsi sentire e dall’altra quella di Stefano che fin troppo presente finiva per rendersi invisibile ai miei desideri. Assenze che richiamano assenze e così mi ritrovai all’uscita dal centro estetico senza più un pelo sulla mia figa. Ero abbastanza solita a tenerla così ma il trattamento di una professionista me l’aveva resa liscia come quella di una ragazzina e questo pensiero mi eccitò. Mi sembrò di essere rinata, pronta per ricominciare a scoprire piaceri nuovi. Tornando a casa però dovetti fare i conti con Stefano e le spiegazioni che questo cambio di look richiedeva. Chissà se gli sarebbe bastato sentirsi dire che lo avevo fatto per lui. Fossi io al suo posto diversi dubbi mi sarebbero venuti...
Deliberai che in questi casi la miglior difesa resta l’attacco e così attesi pazientemente che trascorse la cena in tutta tranquillità facendomi raccontare la sua giornata ed evitando accuratamente di parlare della mia fino al momento di metterci davanti alla tv.
“Ho una sorpresa per te” dissi con il tono più malizioso che riuscii a recuperare.
“Ah davvero?” finse indifferenza lui che al contrario non vedeva l’ora avendo colto il mio tono.
“Chiudi gli occhi e non barare”. Non barò e io ebbi modo di restare solo con una leggera sottona senza nulla sotto.
Stefano iniziò a spazientirsi dell’attesa, mi avvicinai e gli presi la mano guidandola ad accarezzare la sorpresa. Da uomo esperto non fece fatica a riconoscere tanto la mia figa quanto la novità che apprezzò con un sorriso ancora ad occhi chiusi.
“Ti presento la versione estiva, ti piace?”
“Non credo ci metterò molto ad abituarmi alla novità” rispose lui non staccando la mano ma nemmeno muovendola più di troppo. Altra attesa per me.
“E’ così diversa che non sembri nemmeno tu”
Tremai, che voleva dire? Si stava insinuando il dubbio? Cercai di mantenere la calma come solo chi sa di essere in torto può fare. “Ah non ti piace?” non mi venne altro da aggiungere.
“Non ho detto questo ma sai strani pensieri...”
Ero sempre più agitata e il guaio fu che più mi agitavo più la mia figa mi smentiva iniziando a nagnarsi.
“Che intendi dire?”
“Beh che se tu non sei tu, nemmeno io potrei essere io...”
Che cazzo stava dicendo? Si era depilato anche lui? Che razza di coincidenza e sperai proprio di no.
“Ah e chi saresti?”
“Beh potrei essere il tuo amante...è raro oggi trovare una donna sposata che non ne abbia uno”
A quelle parole seguì un lago tra le mie gambe.
“Vedo, anzi sento che l’idea non ti dispiace...e allora perchè non proviamo? Da adesso mi chiamo Luca e sono venuto qui per scoparti....sbrighiamoci prima che rientri tuo marito”
Era una follia, eppure era una follia così eccitante,
"… A quello per cui sei venuto" confermai per vedere se non stava scherzando.
"Non mi sembra che abbia senso metterci a fare salotto..." rispose entrando seriamente nella parte
"Già. Hai ragione. Andiamo" gli risposi, e mi avviai in camera da letto
Arrivati in camera ci guardammo un attimo negli occhi, poi le bocche precipitarono l'una verso l'altra. Le lingue presero a danzare e a intrecciarsi freneticamente.
I corpi si strinsero in un abbraccio. Sentii subito la sua erezione prepotente spingere contro la stoffa dei jeans. io, altrettanto eccitata, la cercai con il ventre e ne apprezzai la consistenza.
"L'amore è una cosa. Il desiderio è un'altra cosa. Spesso vanno di pari passo, ma possono anche viaggiare separati." Mi sussurrò in un orecchio stupendomi.
"Sesso senza amore? Di questo parli? Mi sorprende, non è da te..."
"Forse mi conosci meno bene di quanto pensi. Pensaci. Potresti sentirti più libera, più porca. Niente dolcezza e tenerezza. Non stasera. Potrei scoparti senza amore, come una puttana...”

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