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mercoledì 23 luglio 2014

Al matrimonio senza mutande

Stavo aspettando Francesca in auto, dovevamo andare ad un matrimonio di amici. La vidi entrare nell'abitacolo e ne ammirai la bellezza, tanto che rimasi imbambolato alcuni secondi a guardarla. Aveva i capelli tirati su che lasciavano scoperto il collo, un vestito abbastanza aderente con un'ampia scollatura sulla schiena e con una gonna che si allargava arrivando appena sopra al ginocchio. In fondo alle gambe lisce ed abbronzate un paio di sandaletti con la zeppa e un tacco a spillo altissimo che le rendevano i piedi ancor più belli del solito.

"Su, andiamo?" mi disse in tono canzonatorio vedendo che non distoglievo lo sguardo da lei e non sembravo aver intenzione di partire.

"Sì, sì." mugugnai accendendo il motore. "Sei veramente bellissima, sarai la più bella della festa!"

"Oh, grazie, amore, ma tu guarda la strada che alla festa ci voglio arrivare..." mi prendeva in giro perché continuavo a lanciare occhiate alle sue gambe.

Poco dopo, lungo la strada, si piegò in avanti per prendere una cosa in borsetta. Precedentemente non ci avevo fatto caso ma vedendole la schiena nuda mi venne un dubbio:

"Ma non hai il reggiseno?"

"Eh, no, con questo vestito non potevo metterlo... dici che è un problema?" disse spingendo il petto in fuori per mettere in risalto il seno.

"No, no, per niente..."

"Bene, tu continua a guardare la strada, però..." disse ridendo.

Passò qualche minuto e mi venne un'altra curiosità che dovevo soddisfare.

"E sotto che cos'hai?"

"Sotto?" Francesca finse di non capire

"Sì, hai delle mutandine normali? Di pizzo? Un perizoma?"

"Oppure potrei avere l'intimo coordinato..." disse con voce maliziosa.

"Ma se non hai il reggiseno!?"

"Appunto..." scoppiò a ridere. "Ti sei eccitato eh? Lo vedo..."

"Dai, fammi sentire." allungai una mano sulla coscia di Francesca, cercando di spostarla verso il suo sesso, ma lei mi fermò dandomi uno schiaffetto sul braccio.

"Fermo lì, non si tocca. Tieni le mani sul volante, porco. Non te lo dico che cosa ho sotto la gonna o se non indosso niente. Se per caso lo scoprirai durante la festa buon per te... ma sappi che se lo scopri tu vuol dire che anche altri potrebbero scoprirlo..."

"Ok, cercherò di sbirciare quando sarai seduta e accavallerai le gambe."

"Quindi per te non è un problema se anche altri mi guardano? Non sei geloso?"

"No, sono orgoglioso della mia donna se è così bella che attira gli sguardi degli altri... tanto sono solo sguardi, no?"

"Mah... chi lo sa...?" Francesca ridacchio, si divertiva a stuzzicarmi.

Cambiammo discorso e poi arrivammo al matrimonio, venimmo coinvolti nella cerimonia, nell'incontro con vari amici, nelle chiacchiere, nella cena e in tutto il resto. Di quel discorso fatto in macchina mi dimenticai e comunque non avrei avuto molte occasioni di verificare, in fondo il vestito di Francesca non era cortissimo. Non feci neanche caso ad eventuali sguardi di altri uomini, anche se sicuramente non passava inosservata.

In tarda serata la festa si era trasformata in una festa danzante. Io non amavo molto ballare, al contrario di Francesca, quindi dopo un paio di balli la lasciai sola nella pista e andai a parlare con qualche amico.

Ad un certo punto mi vennero a salutare una coppia di amici che erano in partenza. Mi chiesero dove fosse Francesca e io indicai che stava ballando in mezzo alla piccola folla di invitati. Mi dissero allora di portarle il loro saluto e poi la mia amica mi fece una domanda, con tono innocente: "Ma chi è quello con cui sta ballando?"

Se ne andarono senza aspettare una risposta ed io mi resi conto dopo averla guardata per un po' che in effetti non stava ballando da sola, come pensavo, ma rimaneva sempre davanti ad un ragazzo e si muovevano in maniera abbastanza coordinata. Francesca sa essere molto sensuale nella vita normale, figurarsi quando balla, e quindi sentii in me un brivido di gelosia. Stava solo ballando con un ragazzo che non conoscevo ma il fatto che lo facesse lì, davanti a me e a tutti i nostri amici, mi dava una strana sensazione.

Non feci in tempo a fare qualcosa che arrivarono un paio di miei amici, un po' mezzi ubriachi, con i quali iniziai a scherzare e a ridere, distogliendo l'attenzione da Francesca e dal suo ballerino. Dopo qualche minuto se ne andarono, in cerca di altro alcool, ed io potei tornare a concentrarmi su mia moglie. 

La cercai con lo sguardo in mezzo alla pista da ballo, ma non la trovai. Mi guardai allora attorno, per scoprire se fosse a bordo pista, oppure dove servivano da bere. Forse era andata in bagno, pensai. Aspettai qualche minuto, fiducioso di vederla tornare. Ma più passava il tempo e più una strana sensazione si impadroniva di me. Mi accorsi che non vedevo più neanche il suo ballerino.

C'è una espressione che avevo sentito usare per descrivere la sensazione al venire a conoscenza di un tradimento del proprio partner che è "farfalle nello stomaco". Non ero sicuro di aver capito cosa si intendesse, ma quella sera lo capii. Ma davvero Francesca poteva essersi appartata con quel ragazzo, con me presente, e con tutti i nostri amici presenti? Nel farmi questa domanda mi resi conto che la mia maggiore preoccupazione non era dovuta al fatto che Francesca forse in quel momento mi stava tradendo, anzi quell'ipotesi mi stava quasi eccitando, ma era dovuto al fatto che qualcuno che ci conosceva potesse scoprirlo.

Mi aggirai in preda ad una sensazione di panico mista a eccitazione andando in cerca dei due. Non riuscivo a trovarli da nessuna parte, né lei né lui. Avevo anche fatto il giro di tutto il parco che contornava la villa in cui si svolgeva la festa.

Finalmente li vidi. Passando a fianco della villa sbirciai dentro una finestra ed erano lì, dentro a quello che era un salottino con poltrone e tavolini. Erano soli. Stavano parlando, entrambi con un bicchiere in mano. Stando attento che non potessero vedermi mi fermai a spiarli. Non capivo cosa si stessero dicendo per cui cercai di interpretare il linguaggio del corpo. Lui era giovane, più giovane di noi e sembrava molto spavaldo e sicuro di se, oltre che un bel ragazzo che sicuramente rientrava nei gusti di Francesca. Era in piedi e si muoveva nella stanza, a volte anche andando dietro Francesca e abbassandosi a dirle qualcosa nell'orecchio. Lei infatti era seduta, con le gambe accavallate, e spesso rideva. Conoscendola bene capivo che lei si stava divertendo a sedurre e a farsi sedurre da lui. Sembrava un po' ubriaca ma forse stava fingendosi più ubriaca di quel che era. Fu stranissimo osservarla e spiarla in quella situazione. Sentivo le gambe deboli, come se fossi terrorizzato, con la differenza che avevo il cazzo in erezione.

Sentii dei rumori di gente che si avvicinava. Erano delle coppie di amici. Non potevo farmi cogliere mentre spiavo dentro ad una finestra mia moglie che parlava con un ragazzo. Andai verso di loro facendo finta di niente. Scambiai due parole e aspettai che se ne andassero. Tornai in fretta alla finestra ma Francesca e il ragazzo erano spariti. Non sapevo se interpretarlo come un buon segno o meno. In realtà non sapevo neanche quale comportamento avrei interpretato come buono o no.

Tornai verso la zona con la musica. Trovai lì Francesca, da sola.

"Ciao, dove eri finita? Ti stavo cercando." mentii.

"Ah, ho accompagnato Alessandra in bagno e ci siamo messe a chiacchierare un po'." anche lei mi stava mentendo, perché?

La serata proseguì senza ulteriori emozioni, fin quando decidemmo di tornare a casa.

Durante il viaggio di ritorno provai con qualche domanda vaga, del tipo "Ti sei divertita?" a vedere se Francesca mi parlava di quel ragazzo, ma non ottenni niente. Tentai quindi un approccio più diretto.

"Chi era quello con cui hai ballato a lungo?"

"Mah... un ragazzo..."

"Solo un ragazzo?"

"Beh sì, un bel ragazzo, se lo devo dire. Intraprendente."

"In che senso?"

"Nel senso che ci ha provato con me tutta la sera."

"Ah, e tu?"

"E io... l'ho lasciato fare. Era un bel ragazzo, giovane..."

"E ci ha provato e... cosa ha ottenuto?" cominciavo ad eccitarmi

"Mah... niente... ci siamo scambiati il numero di telefono... è un problema?"

"No, no..." non sapevo cosa risponderle, forse perché non sapevo cosa volevo veramente. In quel momento le arrivò un messaggio sul telefono. Lei lo lesse. Nel buio dell'auto la intravidi sorridere.

"Chi era?" chiesi.

"Non te lo dico. Magari era proprio lui... Ah, sai qual è la cosa buffa?"

"No, dimmi."

"Che si chiama Luca."

"Ah, e quindi?" finsi di non capire.

Rimanemmo alcuni minuti in silenzio, nel buio della notte, fino a quando arrivammo sotto casa.

"Dai, amore, ora se vuoi puoi scoprire cosa indossavo sotto la gonna." mi sussurrò Francesca mentre allargava le gambe sul sedile.

Le misi una mano sul ginocchio e lentamente scesi lungo la coscia fino ad arrivare fra le sue gambe.

"Cazzo!!!" esclamai, non trovando nulla che coprisse la sua figa. Francesca si mise a ridere. 

"Dai, scemo, me le sono tolte adesso, non te ne sei accorto?" disse poco dopo sventolandomi davanti delle mutandine di pizzo.

"Mmm, che troietta che sei... e dimmi, a Luca glielo hai fatto scoprire cosa indossavi sotto?"

Francesca venne verso di me. Appoggiò una mano sul cazzo duro sotto i pantaloni e mi sussurrò all'orecchio.

"Preferisci che ti dica che sono stata una brava ragazza oppure ti ecciti di più se ti dico che lo ha scoperto prima di te? Eh? Dimmelo, se no provo a sentire quale delle due cose te lo fa stare più duro..."

Mi staccai da lei, scesi dalla macchina e andai ad aprire la sua portiera facendola scendere.

"Appoggiati così, allarga le gambe." le ordinai

"Qui? Dai andiamo di sopra..." provò ad obiettare lei, ma io ero troppo eccitato per aspettare.

"No, va bene qui. Tanto sono le 4 di notte, i vicini stanno tutti dormendo." le sollevai il vestito e glielo sfilai dalla testa. Francesca era totalmente nuda, con ai piedi le scarpe col tacco che la rendevano ancora più sexy. Con le mani era appoggiata all'auto e aveva le gambe aperte ed il culo all'indietro. Io rimasi completamente vestito, mi abbassai soltanto un po' i pantaloni, giusto per far uscire il cazzo.
Questo contrasto tra lei nuda ed io vestito mi eccitò ancora di più. Glielo infilai dentro in un colpo solo. Ero già sull'orlo dell'orgasmo, sapevo che non sarei durato tanto. Lei poi, mi diede il colpo di grazia: girò la testa, con una espressione da porca, e mi disse "Dai, Luca, scopami, sono una troia." Venni immediatamente.

Mi accasciai per terra, sfinito. Osservai Francesca che, nuda e sculettante, rientrava in casa. Io rimasi lì, con i miei dubbi. Stava giocando con me? Stava facendo sul serio? Ed io cosa avrei preferito? Di sicuro percepivo in lei un risveglio del suo lato passionale. Era merito mio? Era merito di qualcun altro? Per lo meno io ne stavo godendo i frutti e quindi forse valeva la pena proseguire su questa strada, anche se non sapevo dove ci avrebbe portato.

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