"Su,
andiamo?" mi disse in tono canzonatorio vedendo che non distoglievo lo
sguardo da lei e non sembravo aver intenzione di partire.
"Sì, sì." mugugnai accendendo il motore. "Sei veramente bellissima, sarai la più bella della festa!"
"Oh,
grazie, amore, ma tu guarda la strada che alla festa ci voglio
arrivare..." mi prendeva in giro perché continuavo a lanciare occhiate
alle sue gambe.
Poco dopo, lungo la strada, si
piegò in avanti per prendere una cosa in borsetta. Precedentemente non
ci avevo fatto caso ma vedendole la schiena nuda mi venne un dubbio:
"Ma non hai il reggiseno?"
"Eh,
no, con questo vestito non potevo metterlo... dici che è un problema?"
disse spingendo il petto in fuori per mettere in risalto il seno.
"No, no, per niente..."
"Bene, tu continua a guardare la strada, però..." disse ridendo.
Passò qualche minuto e mi venne un'altra curiosità che dovevo soddisfare.
"E sotto che cos'hai?"
"Sotto?" Francesca finse di non capire
"Sì, hai delle mutandine normali? Di pizzo? Un perizoma?"
"Oppure potrei avere l'intimo coordinato..." disse con voce maliziosa.
"Ma se non hai il reggiseno!?"
"Appunto..." scoppiò a ridere. "Ti sei eccitato eh? Lo vedo..."
"Dai,
fammi sentire." allungai una mano sulla coscia di Francesca, cercando
di spostarla verso il suo sesso, ma lei mi fermò dandomi uno schiaffetto
sul braccio.
"Fermo lì, non si tocca. Tieni le
mani sul volante, porco. Non te lo dico che cosa ho sotto la gonna o se
non indosso niente. Se per caso lo scoprirai durante la festa buon per
te... ma sappi che se lo scopri tu vuol dire che anche altri potrebbero
scoprirlo..."
"Ok, cercherò di sbirciare quando sarai seduta e accavallerai le gambe."
"Quindi per te non è un problema se anche altri mi guardano? Non sei geloso?"
"No, sono orgoglioso della mia donna se è così bella che attira gli sguardi degli altri... tanto sono solo sguardi, no?"
"Mah... chi lo sa...?" Francesca ridacchio, si divertiva a stuzzicarmi.
Cambiammo
discorso e poi arrivammo al matrimonio, venimmo coinvolti nella
cerimonia, nell'incontro con vari amici, nelle chiacchiere, nella cena e
in tutto il resto. Di quel discorso fatto in macchina mi dimenticai e
comunque non avrei avuto molte occasioni di verificare, in fondo il
vestito di Francesca non era cortissimo. Non feci neanche caso ad
eventuali sguardi di altri uomini, anche se sicuramente non passava
inosservata.
In tarda serata la festa si era
trasformata in una festa danzante. Io non amavo molto ballare, al
contrario di Francesca, quindi dopo un paio di balli la lasciai sola
nella pista e andai a parlare con qualche amico.
Ad
un certo punto mi vennero a salutare una coppia di amici che erano in
partenza. Mi chiesero dove fosse Francesca e io indicai che stava
ballando in mezzo alla piccola folla di invitati. Mi dissero allora di
portarle il loro saluto e poi la mia amica mi fece una domanda, con tono
innocente: "Ma chi è quello con cui sta ballando?"
Se
ne andarono senza aspettare una risposta ed io mi resi conto dopo
averla guardata per un po' che in effetti non stava ballando da sola,
come pensavo, ma rimaneva sempre davanti ad un ragazzo e si muovevano in
maniera abbastanza coordinata. Francesca sa essere molto sensuale nella
vita normale, figurarsi quando balla, e quindi sentii in me un brivido
di gelosia. Stava solo ballando con un ragazzo che non conoscevo ma il
fatto che lo facesse lì, davanti a me e a tutti i nostri amici, mi dava
una strana sensazione.
Non feci in tempo a fare
qualcosa che arrivarono un paio di miei amici, un po' mezzi ubriachi,
con i quali iniziai a scherzare e a ridere, distogliendo l'attenzione da
Francesca e dal suo ballerino. Dopo qualche minuto se ne andarono, in
cerca di altro alcool, ed io potei tornare a concentrarmi su mia
moglie.
La cercai con lo sguardo in mezzo alla
pista da ballo, ma non la trovai. Mi guardai allora attorno, per
scoprire se fosse a bordo pista, oppure dove servivano da bere. Forse
era andata in bagno, pensai. Aspettai qualche minuto, fiducioso di
vederla tornare. Ma più passava il tempo e più una strana sensazione si
impadroniva di me. Mi accorsi che non vedevo più neanche il suo
ballerino.
C'è una espressione che avevo
sentito usare per descrivere la sensazione al venire a conoscenza di un
tradimento del proprio partner che è "farfalle nello stomaco". Non ero
sicuro di aver capito cosa si intendesse, ma quella sera lo capii. Ma
davvero Francesca poteva essersi appartata con quel ragazzo, con me
presente, e con tutti i nostri amici presenti? Nel farmi questa domanda
mi resi conto che la mia maggiore preoccupazione non era dovuta al fatto
che Francesca forse in quel momento mi stava tradendo, anzi
quell'ipotesi mi stava quasi eccitando, ma era dovuto al fatto che
qualcuno che ci conosceva potesse scoprirlo.
Mi
aggirai in preda ad una sensazione di panico mista a eccitazione
andando in cerca dei due. Non riuscivo a trovarli da nessuna parte, né
lei né lui. Avevo anche fatto il giro di tutto il parco che contornava
la villa in cui si svolgeva la festa.
Finalmente
li vidi. Passando a fianco della villa sbirciai dentro una finestra ed
erano lì, dentro a quello che era un salottino con poltrone e tavolini.
Erano soli. Stavano parlando, entrambi con un bicchiere in mano. Stando
attento che non potessero vedermi mi fermai a spiarli. Non capivo cosa
si stessero dicendo per cui cercai di interpretare il linguaggio del
corpo. Lui era giovane, più giovane di noi e sembrava molto spavaldo e
sicuro di se, oltre che un bel ragazzo che sicuramente rientrava nei
gusti di Francesca. Era in piedi e si muoveva nella stanza, a volte
anche andando dietro Francesca e abbassandosi a dirle qualcosa
nell'orecchio. Lei infatti era seduta, con le gambe accavallate, e
spesso rideva. Conoscendola bene capivo che lei si stava divertendo a
sedurre e a farsi sedurre da lui. Sembrava un po' ubriaca ma forse stava
fingendosi più ubriaca di quel che era. Fu stranissimo osservarla e
spiarla in quella situazione. Sentivo le gambe deboli, come se fossi
terrorizzato, con la differenza che avevo il cazzo in erezione.
Sentii
dei rumori di gente che si avvicinava. Erano delle coppie di amici. Non
potevo farmi cogliere mentre spiavo dentro ad una finestra mia moglie
che parlava con un ragazzo. Andai verso di loro facendo finta di niente.
Scambiai due parole e aspettai che se ne andassero. Tornai in fretta
alla finestra ma Francesca e il ragazzo erano spariti. Non sapevo se
interpretarlo come un buon segno o meno. In realtà non sapevo neanche
quale comportamento avrei interpretato come buono o no.
Tornai verso la zona con la musica. Trovai lì Francesca, da sola.
"Ciao, dove eri finita? Ti stavo cercando." mentii.
"Ah, ho accompagnato Alessandra in bagno e ci siamo messe a chiacchierare un po'." anche lei mi stava mentendo, perché?
La serata proseguì senza ulteriori emozioni, fin quando decidemmo di tornare a casa.
Durante
il viaggio di ritorno provai con qualche domanda vaga, del tipo "Ti sei
divertita?" a vedere se Francesca mi parlava di quel ragazzo, ma non
ottenni niente. Tentai quindi un approccio più diretto.
"Chi era quello con cui hai ballato a lungo?"
"Mah... un ragazzo..."
"Solo un ragazzo?"
"Beh sì, un bel ragazzo, se lo devo dire. Intraprendente."
"In che senso?"
"Nel senso che ci ha provato con me tutta la sera."
"Ah, e tu?"
"E io... l'ho lasciato fare. Era un bel ragazzo, giovane..."
"E ci ha provato e... cosa ha ottenuto?" cominciavo ad eccitarmi
"Mah... niente... ci siamo scambiati il numero di telefono... è un problema?"
"No,
no..." non sapevo cosa risponderle, forse perché non sapevo cosa volevo
veramente. In quel momento le arrivò un messaggio sul telefono. Lei lo
lesse. Nel buio dell'auto la intravidi sorridere.
"Chi era?" chiesi.
"Non te lo dico. Magari era proprio lui... Ah, sai qual è la cosa buffa?"
"No, dimmi."
"Che si chiama Luca."
"Ah, e quindi?" finsi di non capire.
Rimanemmo alcuni minuti in silenzio, nel buio della notte, fino a quando arrivammo sotto casa.
"Dai,
amore, ora se vuoi puoi scoprire cosa indossavo sotto la gonna." mi
sussurrò Francesca mentre allargava le gambe sul sedile.
Le misi una mano sul ginocchio e lentamente scesi lungo la coscia fino ad arrivare fra le sue gambe.
"Cazzo!!!" esclamai, non trovando nulla che coprisse la sua figa. Francesca si mise a ridere.
"Dai, scemo, me le sono tolte adesso, non te ne sei accorto?" disse poco dopo sventolandomi davanti delle mutandine di pizzo.
"Mmm, che troietta che sei... e dimmi, a Luca glielo hai fatto scoprire cosa indossavi sotto?"
Francesca venne verso di me. Appoggiò una mano sul cazzo duro sotto i pantaloni e mi sussurrò all'orecchio.
"Preferisci
che ti dica che sono stata una brava ragazza oppure ti ecciti di più se
ti dico che lo ha scoperto prima di te? Eh? Dimmelo, se no provo a
sentire quale delle due cose te lo fa stare più duro..."
Mi staccai da lei, scesi dalla macchina e andai ad aprire la sua portiera facendola scendere.
"Qui? Dai andiamo di sopra..." provò ad obiettare lei, ma io ero troppo eccitato per aspettare.
"No,
va bene qui. Tanto sono le 4 di notte, i vicini stanno tutti dormendo."
le sollevai il vestito e glielo sfilai dalla testa. Francesca era
totalmente nuda, con ai piedi le scarpe col tacco che la rendevano
ancora più sexy. Con le mani era appoggiata all'auto e aveva le gambe
aperte ed il culo all'indietro. Io rimasi completamente vestito, mi
abbassai soltanto un po' i pantaloni, giusto per far uscire il cazzo.
Questo contrasto tra lei nuda ed io vestito mi eccitò ancora di più.
Glielo infilai dentro in un colpo solo. Ero già sull'orlo dell'orgasmo,
sapevo che non sarei durato tanto. Lei poi, mi diede il colpo di grazia:
girò la testa, con una espressione da porca, e mi disse "Dai, Luca,
scopami, sono una troia." Venni immediatamente.
Mi
accasciai per terra, sfinito. Osservai Francesca che, nuda e
sculettante, rientrava in casa. Io rimasi lì, con i miei dubbi. Stava
giocando con me? Stava facendo sul serio? Ed io cosa avrei preferito? Di
sicuro percepivo in lei un risveglio del suo lato passionale. Era
merito mio? Era merito di qualcun altro? Per lo meno io ne stavo godendo
i frutti e quindi forse valeva la pena proseguire su questa strada,
anche se non sapevo dove ci avrebbe portato.


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