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mercoledì 30 luglio 2014

Metti una sera in cam



Ci pensavo dalla sera precedente ed ero molto indeciso e nervoso. Ero in un grande albergo, sede di un convegno per aggiornamento professionale. La sera precedente, una volta in camera dopo la cena con i colleghi, avevo chiamato Francesca su Skype. Avevamo fatto due chiacchiere su come erano andate le rispettive giornate poi pian piano la telefonata, anzi la videochiamata visto che ci guardavamo anche, aveva virato su discorsi più piccanti. Io le avevo fatto qualche complimento su quanto era bella e sexy, stesa sul letto a parlare con me con indosso soltanto una leggera e semi-trasparente camicia da notte. Rompendo un po' di vergogna, visto che raramente avevamo fatto queste cose, eravamo arrivati a dirci porcate l'uno con l'altra e alla fine a masturbarci a distanza. Vederla sul letto che si provocava piacere fu molto eccitante e il mezzo di comunicazione pur creando qualche imbarazzo ci permise alla fine di farlo in un modo diverso dal solito e anche noi eravamo stati diversi dal solito.

Ci eravamo lasciati con l'accordo implicito che la sera successiva avremmo ripetuto e a me era venuta una idea per aumentare ancora il livello di trasgressione. Però non ero sicuro, non sapevo come Francesca l'avrebbe presa. Avevo un po' paura di rovinare tutto correndo troppo in fretta. Passai la giornata a rodermi nel dubbio e, nei momenti in cui ero più convinto, a guardarmi in giro per trovare la persona giusta con cui farlo.

Alla fine mi decisi, non so come ma agii di impulso. Avevo scartato qualunque persona conoscessi al convegno e anche altri colleghi sconosciuti. Mi rivolsi ad uno della reception, un ragazzo giovane e anche carino. Farfugliai qualcosa, all'inizio sicuramente non capì nulla. Poi pian piano mi spiegai e vinsi la sua ritrosia, non tanto per quello che gli proponevo ma perché sembrava sospettare che non fossi sincero. Infatti mi chiese, ad esempio, se non fossi per caso gay e gli stessi chiedendo di venire in camera mia con una scusa.

Infine salì con me e la prima parte, non so se più difficile dell'altra, era fatta. Mi collegai con mia moglie, Francesca.

"Ciao, amore."

"Ciao, tesoro."

Parlammo del più o del meno per qualche istante, ma anche lei sembrava non aspettare altro. Era sempre a letto e quella sera con un perizoma, un reggiseno, delle autoreggenti e i tacchi. Proprio come piaceva a me.

"Allora vuoi vedere uno spettacolino?" mi chiese maliziosa

"Sì, ecco, a proposito di questo. Ti ho fatto una sorpresa... spero sia di tuo gradimento..."

"Una sopresa? Che sorpresa?" era sinceramente stupita.

"Ecco... ehm... ti va se il tuo spettacolino non lo guardo solo io?"

"In che senso?"

"Avrei portato un ragazzo... noi ti guardiamo... tu ci ecciti... non so, così, era una idea... mi piaceva che tu ti esibissi davanti ad uno sconosciuto..." ero terrorizzato dalla sua possibile risposta, dal fatto che si potesse arrabbiare.

Sembrò pensarci un attimo.

"Ma chi è? Mi conosce? Ci possiamo fidare?"

"No, no, non ci conosce, è uno dell'albergo, è un bel ragazzo. Ti guarda e la cosa finisce lì. Dai è un gioco..."

"Mmm, ma non è che te lo inventi? Posso vederlo?"

"Certo che puoi vederlo." Feci un cenno al ragazzo che era rimasto defilato per lasciarci un po' di intimità.

"Mmm, ok. Va bene. Facciamo questa cosa. Non me l'aspettavo, ma se piace a te..." rimase un po' pensierosa. "Senti, amore, ma se io ti chiedessi di uscire perché voglio esibirmi solo per lo sconosciuto? Lo faresti?"

Questa domanda mi spiazzò, non avevo pensato che volesse riformulare il gioco con regole sue, ma risposi sinceramente.

"Amore, se a te piacesse così lo farei, farei di tutto per renderti felice... però preferirei guardarti anche io... almeno questa volta."

"Ok, non ti preoccupare. Era una domanda così per curiosità. Per capire. Ultimamente mi stai sorprendendo con le tue fantasie. Ma mi piace."

L'inizio fu un po' freddo. Dovevamo tutti rompere il ghiaccio. La prima a sciogliersi fu Francesca, forse perché era a casa da sola e riuscì per prima a lasciarsi andare, mentre si masturbava e si muoveva sinuosa mostrandoci il suo corpo. Noi rimanemmo nell'inquadratura della webcam e iniziammo a toccarci rimanendo ancora vestiti. Poi, dopo che mi fece un cenno come per chiedere il permesso, il ragazzo della reception si abbassò i pantaloni tirando fuori un cazzo duro di discrete dimensioni. Non so perché lo guardai. A me non si indurì del tutto nonostante trovassi la situazione eccitante. Ero troppo nervoso, avevo troppi pensieri per la testa e non riuscivo a godermi del tutto lo spettacolo, peraltro molto sexy, di Francesca che ormai era nuda.

Mi defilai un po' e il ragazzo prese coraggio iniziando a interagire di più con Francesca. Il pensiero mi venne spontaneo: se lei fosse stata in quella camera d'albergo, invece che lontana e collegata via Skype, cosa sarebbe successo?

Francesca gli rispondeva e gli faceva anche dei complimenti sul suo membro, ben inquadrato dalla telecamera.
Lei cominciò a chiedere a lui cosa doveva fare, a farsi dare degli ordini.

"Ce l'hai un vibratore?" chiese lui.

"Mmm, sì." rispose lei dopo averci pensato un po'. In effetti gliene avevo regalato uno io una volta sperando di introdurlo nei nostri gioco ma non lo usava mai, almeno quando io ero presente. La osservammo che si piegava per cercarlo nel cassetto del comodino, mettendo in bella mostra il culo.

"Eccolo!" disse lei trionfante. "Cosa devo farci?"

"Giocaci, fai finta che sia il mio cazzo..." disse lui, ormai totalmente disinibito e nella parte.

Lei ubbidi, più docile di quel che pensassi. Fino ad un inatteso ordine.

"Infilatelo nel culo..."

A quel punto il mio cazzo si era indurito del tutto, anche io mi ero rilassato ed ero entrato nel gioco. Mi sporsi per vedere meglio, pur rimanendo fuori dal campo visivo di Francesca. Volevo vedere cosa avrebbe fatto. E lo fece, senza esitare.

Noi due uomini venimmo. Poi i momenti successivi furono un po' confusi. Io ero a disagio e senza tanti convenevoli congedai il ragazzo. Ero imbarazzato, quasi pentito di tutto quello che avevo fatto. 

Poi parlai a lungo con Francesca. Parlammo d'altro. Non facemmo molti cenni a ciò che era appena successo. Questo mi tranquillizzò, lei sembrava serena e soddisfatta. Quando andai a dormire ero felice di aver giocato. E impaziente di arrivare a casa, per scopare con Francesca.
Stefano

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