Fu senza dubbio una notte importante per entrambi
che ci mise sulla strada di un nuovo cammino che ancora non conoscevamo, per
vie diverse stavamo arrivando allo stesso posto nuovo della nostra sessualità e
della nostra vita di coppia.
Quando aprii gli occhi non trovai Stefano accanto
a me, non sapendo che non era proprio andato a dormire pensai che si fosse già
alzato e infatti lo intravidi armeggiare nella penombra in cucina con la
colazione. Quando abituai gli occhi alla luce soffusa riuscii a distinguere con
chiarezza la sue natiche toste per cui ho sempre avuto un debole, segno che era
tutto nudo. E’ una cosa che fa spesso più per senso di libertà che per altro ma
quella mattina il suo corpo nudo che potevo solo intravedere aveva un
significato molto più erotico. Dal canto mio ero perfettamente consapevole di
cosa fosse successo la sera prima, di quanto avevo goduto e come e questo
pensiero mi metteva di buonuomore. Quando Stefano mi raggiunse a letto con la
colazione avevo una gran voglia di parlare di quello che era successo ma
vederlo così tenero e pieno di attenzioni mi bloccò. Come potevo parlare di un
altro uomo seppur immaginario? Poi magari per lui era stato veramente solo un
gioco estemporaneo che magari non ricordava già più. Eppure io dovevo
capire...attesi la fine della colazione e delle coccole e cercai una scusa per
rientrare in quella situazione.
La più credibile che mi venne in mente fu: “Stanotte
ho fatto un sogno un pò strano..”
“Ah si? Dai racconta, i sogni strani sono sempre i
più divertenti”
“No ma questo è strano davvero, non sono certa che
ti faccia piacere ascoltarlo..”
“Ma dai era un sogno, che vuoi che sia...così mi incuriosisci”
“E va bene...ho sognato di fare sesso con un altro
uomo” dissi tutto in un fiato. Ora non so se sia stata la parola sesso, altro o
uomo a far scattare qualcosa ma fatto stà che l’uccello di Stefano ebbe un
fremito che si tramutò non troppo lentamente in una meravigliosa erezione.
Senza fare nulla per nasconderla fu lui a
continuare “Ah ma che porca!” E questa volta il fremito venne a me. “E sentiamo
come è stato? Hai goduto?”
“Esattamente come una porca” volli restituirgli io
notando che ormai il suo cazzo era diventato di pietra.
“Dai dimmi di più...chi è? Lo conosco?”
“No, non lo conosco nemmeno io, conosco solo il
suo nome, Luca, e il suo cazzo ovviamente” continuai divertita dalla sua
reazione. Forse non si era trattato solo di un gioco momentaneo, forse c’era
dell’altro sotto. Ma Stefano smise di parlare per baciarmi con passione senza
dimenticare di farmi sentire quanto il suo cazzo bollisse di desiderio.
“Insomma non sei arrabbiato?”
“Dovrei?”
“No in effetti è stato solo un sogno..”
“Ma i sogni son desideri si dice...”
“Ma va, io non desidero nessun Luca!”
“Allora forse avrei dovuto farlo io quel sogno”
bisbigliò come se fosse una frase troppo difficile da dire ad alta voce.
“Cioè vorresti andare a letto con Luca?” finsi di
non capire per sdrammatizzare.
Lui rise nervoso con il cazzo che non ragionava
più ma non rispose.
Era ormai l’ora
per lui di prepararsi per il lavoro. Con non poca fatica riuscì a contenere l’erezione
negli slip e uscì lasciandomi sola ai miei pensieri. Cosa pensassi di preciso
non saprei dirlo. Cercai di chiedermi se veramente avrei voluto un Luca nel mio
letto ma la risposta era sempre no. Per quanto cercassi di fare mente locale
sugli uomini che conoscevo non ce ne era uno solo che mi piacesse quanto
Stefano. Vagavo per casa con questi pensieri quando arrivai alla scrivania del
pc dove trovai le carte del lavoro di Stefano, in particolare mi colpì un
foglio pieno di scarabocchi e parole senza un nesso logico. Al centro in
caratteri più grandi e in rosso c’era una scritta, fatta da lui sicuramente: “Risvegliare
i sensi della donna”. Non capii ma qualcosa mi diceva che un collegamento con
la storia di Luca ci fosse. Cosa veniva prima?
Francesca

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