I nostri lettori

sabato 19 luglio 2014

Sogno o realtà?



Fu senza dubbio una notte importante per entrambi che ci mise sulla strada di un nuovo cammino che ancora non conoscevamo, per vie diverse stavamo arrivando allo stesso posto nuovo della nostra sessualità e della nostra vita di coppia.
Quando aprii gli occhi non trovai Stefano accanto a me, non sapendo che non era proprio andato a dormire pensai che si fosse già alzato e infatti lo intravidi armeggiare nella penombra in cucina con la colazione. Quando abituai gli occhi alla luce soffusa riuscii a distinguere con chiarezza la sue natiche toste per cui ho sempre avuto un debole, segno che era tutto nudo. E’ una cosa che fa spesso più per senso di libertà che per altro ma quella mattina il suo corpo nudo che potevo solo intravedere aveva un significato molto più erotico. Dal canto mio ero perfettamente consapevole di cosa fosse successo la sera prima, di quanto avevo goduto e come e questo pensiero mi metteva di buonuomore. Quando Stefano mi raggiunse a letto con la colazione avevo una gran voglia di parlare di quello che era successo ma vederlo così tenero e pieno di attenzioni mi bloccò. Come potevo parlare di un altro uomo seppur immaginario? Poi magari per lui era stato veramente solo un gioco estemporaneo che magari non ricordava già più. Eppure io dovevo capire...attesi la fine della colazione e delle coccole e cercai una scusa per rientrare in quella situazione.
La più credibile che mi venne in mente fu: “Stanotte ho fatto un sogno un pò strano..”
“Ah si? Dai racconta, i sogni strani sono sempre i più divertenti”
“No ma questo è strano davvero, non sono certa che ti faccia piacere ascoltarlo..”
“Ma dai era un sogno, che vuoi che sia...così mi incuriosisci”
“E va bene...ho sognato di fare sesso con un altro uomo” dissi tutto in un fiato. Ora non so se sia stata la parola sesso, altro o uomo a far scattare qualcosa ma fatto stà che l’uccello di Stefano ebbe un fremito che si tramutò non troppo lentamente  in una meravigliosa erezione.
Senza fare nulla per nasconderla fu lui a continuare “Ah ma che porca!” E questa volta il fremito venne a me. “E sentiamo come è stato? Hai goduto?”
“Esattamente come una porca” volli restituirgli io notando che ormai il suo cazzo era diventato di pietra.
“Dai dimmi di più...chi è? Lo conosco?”
“No, non lo conosco nemmeno io, conosco solo il suo nome, Luca, e il suo cazzo ovviamente” continuai divertita dalla sua reazione. Forse non si era trattato solo di un gioco momentaneo, forse c’era dell’altro sotto. Ma Stefano smise di parlare per baciarmi con passione senza dimenticare di farmi sentire quanto il suo cazzo bollisse di desiderio.
“Insomma non sei arrabbiato?”
“Dovrei?”
“No in effetti è stato solo un sogno..”
“Ma i sogni son desideri si dice...”
“Ma va, io non desidero nessun Luca!”
“Allora forse avrei dovuto farlo io quel sogno” bisbigliò come se fosse una frase troppo difficile da dire ad alta voce.
“Cioè vorresti andare a letto con Luca?” finsi di non capire per sdrammatizzare.
Lui rise nervoso con il cazzo che non ragionava più ma non rispose.
 Era ormai l’ora per lui di prepararsi per il lavoro. Con non poca fatica riuscì a contenere l’erezione negli slip e uscì lasciandomi sola ai miei pensieri. Cosa pensassi di preciso non saprei dirlo. Cercai di chiedermi se veramente avrei voluto un Luca nel mio letto ma la risposta era sempre no. Per quanto cercassi di fare mente locale sugli uomini che conoscevo non ce ne era uno solo che mi piacesse quanto Stefano. Vagavo per casa con questi pensieri quando arrivai alla scrivania del pc dove trovai le carte del lavoro di Stefano, in particolare mi colpì un foglio pieno di scarabocchi e parole senza un nesso logico. Al centro in caratteri più grandi e in rosso c’era una scritta, fatta da lui sicuramente: “Risvegliare i sensi della donna”. Non capii ma qualcosa mi diceva che un collegamento con la storia di Luca ci fosse. Cosa veniva prima? 
Francesca

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