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venerdì 18 luglio 2014

Geloso fino a un certo punto

Non riuscivo ad addormentarmi, avevo troppa adrenalina in corpo, per cui mi alzai. Mi fermai sulla porta della camera, girandomi ad ammirare un po' il corpo nudo di Francesca, che dormiva a pancia in giù. Indugiai a lungo lo sguardo sulle sue belle gambe, a partire dai piedini fino ad arrivare al perfetto culo. Pur nella penombra si intravedeva nell'incavo delle chiappe e qua e là sulla schiena le chiazze umide di sperma rimasto dal mio ultimo orgasmo.

Era stata una scopata diversa dal solito. Eravamo noi due, come sempre, ma non sembravamo noi due. Io, ringalluzzito dalla sua sorpresa della figa totalmente depilata, ero stato più deciso del solito, più dominante. Avevo provato a fare quello che le avevo sussurrato nell'orecchio subito prima e che sembrava averla eccitata particolarmente, cioè scoparla come se non fosse mia moglie, ma una troia qualsiasi. Di solito ero più attento, più rispettoso in qualche modo, ma anche perché di solito, se provavo a fare quello che in fondo lei qualche volta mi aveva fatto capire che le sarebbe piaciuto, Francesca in realtà si irrigidiva ed io non riuscivo più a godermela come si deve e a farla godere.

Quella sera, invece, mentre io fingevo di essere un altro uomo, anche lei sembrava un'altra donna. Passai molti minuti con la testa fra le sue gambe, a leccarle quella figa liscia e profumata e la sentivo più bagnata del solito, più aperta.
Non sempre godeva grazie soltanto alla mia lingua, ma quella volta percepii un suo orgasmo lungo e prolungato, accompagnato da grida e gemiti più forti del normale.

Quando il mio cazzo si fece strada dentro di lei, quasi risucchiato, senza incontrare nessun resistenza, ci guardammo negli occhi, il suo volto trasfigurato dal piacere.

"Come hai detto che ti chiami?" mi chiese e capii che si riferiva al gioco che avevamo iniziato prima, cioè che io mi fingessi un altro.

"Luca, sono luca, e tu, troia, chi sei?"

"Io sono Francesca... dai, Luca, scopami, stasera sono la tua troia... scopami prima che torni mio marito..."

Quelle parole, dette con uno sguardo carico di malizia e di lussuria, mi fecero impazzire. Suonavano così vere, così reali, quasi le avesse già pronunciate con qualcuno. Sentii un misto di gelosia e di soddisfazione nell'avere una donna così eccitante.

Tra le tante emozioni che attraversavano la mia mente ebbi un piccolo moto di rabbia, pensando che mi avesse veramente tradito. Uscii da lei e la presi girandola a pancia in giù. La afferrai per i fianchi alzandoglieli in modo che avesse il culo all'altezza giusta. Francesca si girò a guardarmi e per un breve istante mi sembrò quasi spaventata per la mia reazione.
Non so perché mi venne da prenderla per i capelli, tirandole la testa un po' all'indietro. Era una cosa che raramente avevo fatto prima. La sentii sciogliersi, quasi come se fosse bastato quel gesto per farle avere un altro orgasmo. Si abbandonò, inarcando la schiena e aprendo così completamente le chiappe. Vidi il suo buchetto, anch'esso completamente depilato, e mi venne voglia di provarci.

Avevamo provato qualche volta ma lei poi mi aveva sempre fatto fermare perché non riusciva ad essere abbastanza eccitata da accogliermi senza problemi nel culo. Quella sera forse era la volta giusta, anzi, sembrava quasi che me lo stesse offrendo lei. Quasi come se, visto che quella sera non ero io ma un altro uomo, fosse per lei più facile eccitarsi e concedere l'entrata posteriore.

"Sì, Luca, così... sì..." mugolò quando appoggiai la punta del cazzo al buchino.

Fu la goccia che fece traboccare il vaso. Davvero a Francesca bastava pensare di essere con un altro, di fare una scopata senza altri fini che non il piacere del sesso, per essere così più disponibile, più partecipe, più coinvolta, più, in una parola, troia? E perché anche a me questo aspetto di lei mi eccitava più del normale? 

Non feci in tempo a farmi tante domande e non feci in tempo a provare ad entrare in lei. Venni copiosamente schizzandola fra le chiappe e sulla schiena. Lei si lasciò cadere e nel giro di qualche minuto si addormentò con un bel sorriso sul volto.

Io, come detto, non riuscii a prendere sonno, ancora eccitato e turbato. Passai parte della notte su internet, per cercare risposte ai miei dubbi di marito "geloso fino a un certo punto".
Stefano

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