I nostri lettori

mercoledì 30 luglio 2014

Metti una sera in cam



Ci pensavo dalla sera precedente ed ero molto indeciso e nervoso. Ero in un grande albergo, sede di un convegno per aggiornamento professionale. La sera precedente, una volta in camera dopo la cena con i colleghi, avevo chiamato Francesca su Skype. Avevamo fatto due chiacchiere su come erano andate le rispettive giornate poi pian piano la telefonata, anzi la videochiamata visto che ci guardavamo anche, aveva virato su discorsi più piccanti. Io le avevo fatto qualche complimento su quanto era bella e sexy, stesa sul letto a parlare con me con indosso soltanto una leggera e semi-trasparente camicia da notte. Rompendo un po' di vergogna, visto che raramente avevamo fatto queste cose, eravamo arrivati a dirci porcate l'uno con l'altra e alla fine a masturbarci a distanza. Vederla sul letto che si provocava piacere fu molto eccitante e il mezzo di comunicazione pur creando qualche imbarazzo ci permise alla fine di farlo in un modo diverso dal solito e anche noi eravamo stati diversi dal solito.

Ci eravamo lasciati con l'accordo implicito che la sera successiva avremmo ripetuto e a me era venuta una idea per aumentare ancora il livello di trasgressione. Però non ero sicuro, non sapevo come Francesca l'avrebbe presa. Avevo un po' paura di rovinare tutto correndo troppo in fretta. Passai la giornata a rodermi nel dubbio e, nei momenti in cui ero più convinto, a guardarmi in giro per trovare la persona giusta con cui farlo.

Alla fine mi decisi, non so come ma agii di impulso. Avevo scartato qualunque persona conoscessi al convegno e anche altri colleghi sconosciuti. Mi rivolsi ad uno della reception, un ragazzo giovane e anche carino. Farfugliai qualcosa, all'inizio sicuramente non capì nulla. Poi pian piano mi spiegai e vinsi la sua ritrosia, non tanto per quello che gli proponevo ma perché sembrava sospettare che non fossi sincero. Infatti mi chiese, ad esempio, se non fossi per caso gay e gli stessi chiedendo di venire in camera mia con una scusa.

Infine salì con me e la prima parte, non so se più difficile dell'altra, era fatta. Mi collegai con mia moglie, Francesca.

"Ciao, amore."

"Ciao, tesoro."

Parlammo del più o del meno per qualche istante, ma anche lei sembrava non aspettare altro. Era sempre a letto e quella sera con un perizoma, un reggiseno, delle autoreggenti e i tacchi. Proprio come piaceva a me.

"Allora vuoi vedere uno spettacolino?" mi chiese maliziosa

"Sì, ecco, a proposito di questo. Ti ho fatto una sorpresa... spero sia di tuo gradimento..."

"Una sopresa? Che sorpresa?" era sinceramente stupita.

"Ecco... ehm... ti va se il tuo spettacolino non lo guardo solo io?"

"In che senso?"

"Avrei portato un ragazzo... noi ti guardiamo... tu ci ecciti... non so, così, era una idea... mi piaceva che tu ti esibissi davanti ad uno sconosciuto..." ero terrorizzato dalla sua possibile risposta, dal fatto che si potesse arrabbiare.

Sembrò pensarci un attimo.

"Ma chi è? Mi conosce? Ci possiamo fidare?"

"No, no, non ci conosce, è uno dell'albergo, è un bel ragazzo. Ti guarda e la cosa finisce lì. Dai è un gioco..."

"Mmm, ma non è che te lo inventi? Posso vederlo?"

"Certo che puoi vederlo." Feci un cenno al ragazzo che era rimasto defilato per lasciarci un po' di intimità.

"Mmm, ok. Va bene. Facciamo questa cosa. Non me l'aspettavo, ma se piace a te..." rimase un po' pensierosa. "Senti, amore, ma se io ti chiedessi di uscire perché voglio esibirmi solo per lo sconosciuto? Lo faresti?"

Questa domanda mi spiazzò, non avevo pensato che volesse riformulare il gioco con regole sue, ma risposi sinceramente.

"Amore, se a te piacesse così lo farei, farei di tutto per renderti felice... però preferirei guardarti anche io... almeno questa volta."

"Ok, non ti preoccupare. Era una domanda così per curiosità. Per capire. Ultimamente mi stai sorprendendo con le tue fantasie. Ma mi piace."

L'inizio fu un po' freddo. Dovevamo tutti rompere il ghiaccio. La prima a sciogliersi fu Francesca, forse perché era a casa da sola e riuscì per prima a lasciarsi andare, mentre si masturbava e si muoveva sinuosa mostrandoci il suo corpo. Noi rimanemmo nell'inquadratura della webcam e iniziammo a toccarci rimanendo ancora vestiti. Poi, dopo che mi fece un cenno come per chiedere il permesso, il ragazzo della reception si abbassò i pantaloni tirando fuori un cazzo duro di discrete dimensioni. Non so perché lo guardai. A me non si indurì del tutto nonostante trovassi la situazione eccitante. Ero troppo nervoso, avevo troppi pensieri per la testa e non riuscivo a godermi del tutto lo spettacolo, peraltro molto sexy, di Francesca che ormai era nuda.

Mi defilai un po' e il ragazzo prese coraggio iniziando a interagire di più con Francesca. Il pensiero mi venne spontaneo: se lei fosse stata in quella camera d'albergo, invece che lontana e collegata via Skype, cosa sarebbe successo?

Francesca gli rispondeva e gli faceva anche dei complimenti sul suo membro, ben inquadrato dalla telecamera.
Lei cominciò a chiedere a lui cosa doveva fare, a farsi dare degli ordini.

"Ce l'hai un vibratore?" chiese lui.

"Mmm, sì." rispose lei dopo averci pensato un po'. In effetti gliene avevo regalato uno io una volta sperando di introdurlo nei nostri gioco ma non lo usava mai, almeno quando io ero presente. La osservammo che si piegava per cercarlo nel cassetto del comodino, mettendo in bella mostra il culo.

"Eccolo!" disse lei trionfante. "Cosa devo farci?"

"Giocaci, fai finta che sia il mio cazzo..." disse lui, ormai totalmente disinibito e nella parte.

Lei ubbidi, più docile di quel che pensassi. Fino ad un inatteso ordine.

"Infilatelo nel culo..."

A quel punto il mio cazzo si era indurito del tutto, anche io mi ero rilassato ed ero entrato nel gioco. Mi sporsi per vedere meglio, pur rimanendo fuori dal campo visivo di Francesca. Volevo vedere cosa avrebbe fatto. E lo fece, senza esitare.

Noi due uomini venimmo. Poi i momenti successivi furono un po' confusi. Io ero a disagio e senza tanti convenevoli congedai il ragazzo. Ero imbarazzato, quasi pentito di tutto quello che avevo fatto. 

Poi parlai a lungo con Francesca. Parlammo d'altro. Non facemmo molti cenni a ciò che era appena successo. Questo mi tranquillizzò, lei sembrava serena e soddisfatta. Quando andai a dormire ero felice di aver giocato. E impaziente di arrivare a casa, per scopare con Francesca.
Stefano

giovedì 24 luglio 2014

Fammi guardare

Nei giorni seguenti alla festa del matrimonio Stefano era particolarmente sereno e stranamente troppo tranquillo, nessun accenno a quello che era successo né al nostro gioco e la cosa iniziava a spazientirmi. Avevo iniziato a prenderci gusto, non tanto per la cosa in sé quanto molto di più per la curiosità di vedere cos'altro sarebbe successo e poi c'era da dire che da quando "Luca" era entrato a far par parte della nostra vita e nel nostro letto anche il sesso tra noi era nettamente migliorato. Stefano non mi aveva mai scopata con così tanta energia come da quando sapeva di doversi confrontare con un altro uomo, seppure immaginario. Già, perché nulla è mai come sembra e la nostra mente ha l'incredibile capacità di vedere (e non vedere) quello che vuole... Il ragazzo con cui ballai al matrimonio altri non era che un mio vecchio amico del liceo, ritrovato là per caso ma che fu molto utile al ruolo che gli volli affidare. Era un amico per questo mi permisi di chiedere di fare un po' lo stronzo con me per far ingelosire mio marito e la cosa funzionò alla grande anche se geloso non era proprio il termine adatto...naturalmente non potei fare a meno di pensare a cosa sarebbe successo il giorno in cui avrei incontrato il vero Luca ma forse era ancora presto. Si fece sempre più strada nei miei pensieri l'idea che tutti questi giochi facessero parte di un percorso, non so quanto premeditato da parte di Stefano ma questa attesa mi stava snervando, decisi che sarebbe toccata nuovamente a me la prossima mossa. Ritrovai il biglietto scarabocchiato di quella notte, fermai la mia attenzione su quella frase: "Risvegliare I SENSI" e presi la mia decisione.
Stefano sarebbe stato fuori tutto il giorno per lavoro, io in ufficio non avevo molto da fare e potevo dedicarmi alla mia ricerca. Non ho mai avuto una particolare passione per i film porno, non per questioni moralistiche ma perché li trovavo parecchio ripetitivi. Fatti dai maschi per i maschi senza attenzione a cosa potesse eccitare una donna. Tette e culi meravigliosi mentre i personaggi maschili lasciavano molto a desiderare salvo per quello che portavano con loro tra le gambe. L'altra ossessione della sessualità maschile: le dimensioni del membro. Che si tratti del loro o di quello altrui l'importante è che sia enorme. Cosa assolutamente inutile al piacere femminile. Non che non apprezzi la vista di un bel cazzo grosso sia chiaro ma certe cose sono appunto più belle da vedere che per la loro funzionalità. Ad ogni modo dopo un'oretta di ricerca sui diversi siti porno riuscii a trovare un paio di film che potevano fare al caso mio, li salvai sulla mail e tornai a casa a preparare la cena.
Quando Stefano rientrò era veramente molto stanco ma questo non mi distolse dai miei propositi. Attesi la fine della cena per introdurre l'argomento mentre beveva il caffè.
"E dimmi ti sembra giusto?"
"Cosa tesoro?"
"No dico, stavo ripensando a quel matrimonio...ti sembra giusto che tu ti sia potuto divertire a guardarmi ballare con quel tipo e io niente?"
"Non ti seguo....chi si è divertita mi sembra sia stata tu...anzi non farmici ripensare!"
"Certo come no...chiediamolo al tuo pistolino chi si è divertito di più...cioè una non è libera nemmeno di ballare senza mutande con un Luca qualsiasi che tu per tutta risposta debba averlo duro in quel modo!"
Ci fu un breve momento di silenzio, forse dovuto a quella parola...pistolino che puntò dritta all'orgoglio maschile del mio uomo, da sempre convinto che seppure non fosse chilometrico faceva comunque la sua notevole figura.
"Ma quindi le avevi o no queste benedette mutande?"
"Dettagli di poco conto" risposi divertita capendo che il gioco stava funzionando.
"Mia moglie si struscia su uno sconosciuto senza mutande e tu li chiami dettagli???"
"Non cambiamo discorso, l'altra sera ti sei divertito tu a guardare, oggi tocca a me"
"Guardare cosa? Vorresti vedermi ballare con Luca?" rispose ironico, perché nonostante tutto l'ironia era uno dei motivi principali che mi faceva amare quell'uomo.
"So che non vedresti l'ora" risposi a tono "Ma purtroppo Luca stasera non c'è, siamo solo io e te...ed è te che voglio guardare. Spogliati" conclusi diventando più seria.
"??"
"Spogliati tutto ho detto" ripetei con un certo tono autoritario di cui fui la prima a stupirmi.
"Tutto tutto? prendeva tempo Stefano
"Muoviti" ripetei ancora aumentando il grado di autorità della mia voce.
"Si...padrona" commentò tra lo scherzoso e l'eccitato per questa novità.
Mentre mio marito obbediva sfilandosi ad uno ad uno tutti gli indumenti restando solo in slip, pensai che in fondo tutta quella storia nascondeva un certo grado di dominazione sottile da parte di una donna che si concede piaceri con altri uomini davanti al proprio partner.
Fermai il mio sguardo sul corpo praticamente nudo di mio marito e ne apprezzai ogni dettaglio, era bello da guardare, da ammirare ma allo stesso tempo anche da mettere leggermente in imbarazzo restando io completamente vestita. Quando si accomodò così sul divano presi il pc e lo sistemai per la visione. Feci partire i titoli del primo film. Il titolo era "Amici nel letto matrimoniale". Calò il silenzio e con esso mi inginocchiai ai piedi di mio marito. Sono certa che si aspettasse un pompino per allietare la visione del film, ma i miei piani erano ben altri....mi limitai ad abbassare gli slip e poi levarglieli trovando un cazzo non ancora duro del tutto ma sulla buona strada e particolarmente invitante. Presi la mano di Stefano e la guidai ad impugnarsi il pene mentre il film iniziò. Mi allontanai di qualche metro e ripresi il mio tono deciso.
"Ora fatti una bella sega per me"
"Cosa?? Dai Frà ma che sciocchezza, perché dovrei farmi una sega quando potresti benissimo venire qui a farmi un pompino, non ha senso..."
"Non essere volgare! E poi scusa, sei mica Luca tu? Quale donna secondo te ha voglia di succhiare lo stesso cazzo per tutta la vita?"
Ovviamente mentivo, morivo dalla voglia di cacciarmi in gola quel bel cazzo e ricoprirlo di saliva ma la mia frase servì a farlo risvegliare di botto diventando durissimo e facendo partire automaticamente la sua mano. Quando Stefano capì di non avere scelta iniziò a masturbarsi svogliatamente ma appena sulla scena comparve questa mogliettina in lingerie stesa nel lettone matrimoniale che impugnava uno per mano due baldi giovanotti mio marito si lasciò trasportare dalla fantasia e dall'immedesimazione seguendo il ritmo masturbatorio dell'abile signora del film.
Dal canto mio mi stavo godendo doppiamente la scena, da un lato avevo finalmente la possibilità di guardare il cazzo duro di mio marito senza preoccuparmi di doverlo fare godere e dall'altro mi divertivo mentalmente a considerarlo un segaiolo che si eccitava a pensare la sua donna con altri...
Nel cambio di scena, quando la Signora del film si era già gustata due abbondanti colate spermose sul suo altrettanto abbondante seno mio marito si accorge del mio sguardo rapito dal suo grosso cazzo sempre più duro e decide di regalarmi uno show in piena regola.

Allarga le gambe, inizia a massaggiarsi le palle e con una mossa da pornostar lascia colare lentamente un getto di saliva sulla cappella già diventata di fuoco ricominciando a segarsi con più gusto come se volesse sventolarmelo sul viso...il film riprende e la signora pure...
"Frà...io sto per venire..."
"Non ti permettere!" gli intimai ormai presa dal ruolo di regista di quella sega. Obbedì e rallentò.
I miei pensieri si facevano sempre più curiosi.. per quante volte abbia sentito quel cazzo farsi strada dentro di me era strano ora poterlo ammirare come qualcosa di esterno, un vero oggetto di piacere per la mia vista, uno strumento in grado di farmi godere pure a distanza, senza intervenire proprio come stava accadendo per la signora del film che si faceva abilmente scopare da un nuovo giovanotto questa volta con il marito comodamente seduto in poltrona a sollazzarsi l'uccello per il piacere di tutti....
"Davvero ho le palle che mi scoppiano...ti prego!"
Mi pregava...mio marito, il maschio, il detentore di quel cazzo mi stava pregando!
"E va bene, aspetta.." corsi ad inginocchiarmi tra le sue cosce aperte.
"Fammela in faccia! E fammene tanta!"
Fu un'aggiunta inutile, non ne fece tanta ma tantissima, tutta sul mio viso, calda, densa...rimasi così in ginocchio continuando ad osservare il suo cazzo che perdeva vigore e solo quando fu completamente moscio gli stampai un bacio di riconoscenza sulla cappella bagnata.
Senza dire altro Stefano si alzò e andò a lavarsi, mentre io con il viso che ancora lasciava scivolare il suo seme bollente, mi sedetti alla scrivania. Sicura di non essere vista presi il piccolo quadernetto su cui avevo appuntato la famosa frase, lo intitolai "Appunti di una moglie futura troietta" e scrissi la prima pagina, poche righe, appunti appunto.

LA VISTA: Guardare, guardarsi, lasciarsi guardare. Se non il più importante sicuramente il più necessario passo da compiere. Guardare il piacere altrui, farsi guardare per dare piacere, guardarsi per partecipare, anche a distanza. Chi vorresti guardare adesso?

mercoledì 23 luglio 2014

Al matrimonio senza mutande

Stavo aspettando Francesca in auto, dovevamo andare ad un matrimonio di amici. La vidi entrare nell'abitacolo e ne ammirai la bellezza, tanto che rimasi imbambolato alcuni secondi a guardarla. Aveva i capelli tirati su che lasciavano scoperto il collo, un vestito abbastanza aderente con un'ampia scollatura sulla schiena e con una gonna che si allargava arrivando appena sopra al ginocchio. In fondo alle gambe lisce ed abbronzate un paio di sandaletti con la zeppa e un tacco a spillo altissimo che le rendevano i piedi ancor più belli del solito.

"Su, andiamo?" mi disse in tono canzonatorio vedendo che non distoglievo lo sguardo da lei e non sembravo aver intenzione di partire.

"Sì, sì." mugugnai accendendo il motore. "Sei veramente bellissima, sarai la più bella della festa!"

"Oh, grazie, amore, ma tu guarda la strada che alla festa ci voglio arrivare..." mi prendeva in giro perché continuavo a lanciare occhiate alle sue gambe.

Poco dopo, lungo la strada, si piegò in avanti per prendere una cosa in borsetta. Precedentemente non ci avevo fatto caso ma vedendole la schiena nuda mi venne un dubbio:

"Ma non hai il reggiseno?"

"Eh, no, con questo vestito non potevo metterlo... dici che è un problema?" disse spingendo il petto in fuori per mettere in risalto il seno.

"No, no, per niente..."

"Bene, tu continua a guardare la strada, però..." disse ridendo.

Passò qualche minuto e mi venne un'altra curiosità che dovevo soddisfare.

"E sotto che cos'hai?"

"Sotto?" Francesca finse di non capire

"Sì, hai delle mutandine normali? Di pizzo? Un perizoma?"

"Oppure potrei avere l'intimo coordinato..." disse con voce maliziosa.

"Ma se non hai il reggiseno!?"

"Appunto..." scoppiò a ridere. "Ti sei eccitato eh? Lo vedo..."

"Dai, fammi sentire." allungai una mano sulla coscia di Francesca, cercando di spostarla verso il suo sesso, ma lei mi fermò dandomi uno schiaffetto sul braccio.

"Fermo lì, non si tocca. Tieni le mani sul volante, porco. Non te lo dico che cosa ho sotto la gonna o se non indosso niente. Se per caso lo scoprirai durante la festa buon per te... ma sappi che se lo scopri tu vuol dire che anche altri potrebbero scoprirlo..."

"Ok, cercherò di sbirciare quando sarai seduta e accavallerai le gambe."

"Quindi per te non è un problema se anche altri mi guardano? Non sei geloso?"

"No, sono orgoglioso della mia donna se è così bella che attira gli sguardi degli altri... tanto sono solo sguardi, no?"

"Mah... chi lo sa...?" Francesca ridacchio, si divertiva a stuzzicarmi.

Cambiammo discorso e poi arrivammo al matrimonio, venimmo coinvolti nella cerimonia, nell'incontro con vari amici, nelle chiacchiere, nella cena e in tutto il resto. Di quel discorso fatto in macchina mi dimenticai e comunque non avrei avuto molte occasioni di verificare, in fondo il vestito di Francesca non era cortissimo. Non feci neanche caso ad eventuali sguardi di altri uomini, anche se sicuramente non passava inosservata.

In tarda serata la festa si era trasformata in una festa danzante. Io non amavo molto ballare, al contrario di Francesca, quindi dopo un paio di balli la lasciai sola nella pista e andai a parlare con qualche amico.

Ad un certo punto mi vennero a salutare una coppia di amici che erano in partenza. Mi chiesero dove fosse Francesca e io indicai che stava ballando in mezzo alla piccola folla di invitati. Mi dissero allora di portarle il loro saluto e poi la mia amica mi fece una domanda, con tono innocente: "Ma chi è quello con cui sta ballando?"

Se ne andarono senza aspettare una risposta ed io mi resi conto dopo averla guardata per un po' che in effetti non stava ballando da sola, come pensavo, ma rimaneva sempre davanti ad un ragazzo e si muovevano in maniera abbastanza coordinata. Francesca sa essere molto sensuale nella vita normale, figurarsi quando balla, e quindi sentii in me un brivido di gelosia. Stava solo ballando con un ragazzo che non conoscevo ma il fatto che lo facesse lì, davanti a me e a tutti i nostri amici, mi dava una strana sensazione.

Non feci in tempo a fare qualcosa che arrivarono un paio di miei amici, un po' mezzi ubriachi, con i quali iniziai a scherzare e a ridere, distogliendo l'attenzione da Francesca e dal suo ballerino. Dopo qualche minuto se ne andarono, in cerca di altro alcool, ed io potei tornare a concentrarmi su mia moglie. 

La cercai con lo sguardo in mezzo alla pista da ballo, ma non la trovai. Mi guardai allora attorno, per scoprire se fosse a bordo pista, oppure dove servivano da bere. Forse era andata in bagno, pensai. Aspettai qualche minuto, fiducioso di vederla tornare. Ma più passava il tempo e più una strana sensazione si impadroniva di me. Mi accorsi che non vedevo più neanche il suo ballerino.

C'è una espressione che avevo sentito usare per descrivere la sensazione al venire a conoscenza di un tradimento del proprio partner che è "farfalle nello stomaco". Non ero sicuro di aver capito cosa si intendesse, ma quella sera lo capii. Ma davvero Francesca poteva essersi appartata con quel ragazzo, con me presente, e con tutti i nostri amici presenti? Nel farmi questa domanda mi resi conto che la mia maggiore preoccupazione non era dovuta al fatto che Francesca forse in quel momento mi stava tradendo, anzi quell'ipotesi mi stava quasi eccitando, ma era dovuto al fatto che qualcuno che ci conosceva potesse scoprirlo.

Mi aggirai in preda ad una sensazione di panico mista a eccitazione andando in cerca dei due. Non riuscivo a trovarli da nessuna parte, né lei né lui. Avevo anche fatto il giro di tutto il parco che contornava la villa in cui si svolgeva la festa.

Finalmente li vidi. Passando a fianco della villa sbirciai dentro una finestra ed erano lì, dentro a quello che era un salottino con poltrone e tavolini. Erano soli. Stavano parlando, entrambi con un bicchiere in mano. Stando attento che non potessero vedermi mi fermai a spiarli. Non capivo cosa si stessero dicendo per cui cercai di interpretare il linguaggio del corpo. Lui era giovane, più giovane di noi e sembrava molto spavaldo e sicuro di se, oltre che un bel ragazzo che sicuramente rientrava nei gusti di Francesca. Era in piedi e si muoveva nella stanza, a volte anche andando dietro Francesca e abbassandosi a dirle qualcosa nell'orecchio. Lei infatti era seduta, con le gambe accavallate, e spesso rideva. Conoscendola bene capivo che lei si stava divertendo a sedurre e a farsi sedurre da lui. Sembrava un po' ubriaca ma forse stava fingendosi più ubriaca di quel che era. Fu stranissimo osservarla e spiarla in quella situazione. Sentivo le gambe deboli, come se fossi terrorizzato, con la differenza che avevo il cazzo in erezione.

Sentii dei rumori di gente che si avvicinava. Erano delle coppie di amici. Non potevo farmi cogliere mentre spiavo dentro ad una finestra mia moglie che parlava con un ragazzo. Andai verso di loro facendo finta di niente. Scambiai due parole e aspettai che se ne andassero. Tornai in fretta alla finestra ma Francesca e il ragazzo erano spariti. Non sapevo se interpretarlo come un buon segno o meno. In realtà non sapevo neanche quale comportamento avrei interpretato come buono o no.

Tornai verso la zona con la musica. Trovai lì Francesca, da sola.

"Ciao, dove eri finita? Ti stavo cercando." mentii.

"Ah, ho accompagnato Alessandra in bagno e ci siamo messe a chiacchierare un po'." anche lei mi stava mentendo, perché?

La serata proseguì senza ulteriori emozioni, fin quando decidemmo di tornare a casa.

Durante il viaggio di ritorno provai con qualche domanda vaga, del tipo "Ti sei divertita?" a vedere se Francesca mi parlava di quel ragazzo, ma non ottenni niente. Tentai quindi un approccio più diretto.

"Chi era quello con cui hai ballato a lungo?"

"Mah... un ragazzo..."

"Solo un ragazzo?"

"Beh sì, un bel ragazzo, se lo devo dire. Intraprendente."

"In che senso?"

"Nel senso che ci ha provato con me tutta la sera."

"Ah, e tu?"

"E io... l'ho lasciato fare. Era un bel ragazzo, giovane..."

"E ci ha provato e... cosa ha ottenuto?" cominciavo ad eccitarmi

"Mah... niente... ci siamo scambiati il numero di telefono... è un problema?"

"No, no..." non sapevo cosa risponderle, forse perché non sapevo cosa volevo veramente. In quel momento le arrivò un messaggio sul telefono. Lei lo lesse. Nel buio dell'auto la intravidi sorridere.

"Chi era?" chiesi.

"Non te lo dico. Magari era proprio lui... Ah, sai qual è la cosa buffa?"

"No, dimmi."

"Che si chiama Luca."

"Ah, e quindi?" finsi di non capire.

Rimanemmo alcuni minuti in silenzio, nel buio della notte, fino a quando arrivammo sotto casa.

"Dai, amore, ora se vuoi puoi scoprire cosa indossavo sotto la gonna." mi sussurrò Francesca mentre allargava le gambe sul sedile.

Le misi una mano sul ginocchio e lentamente scesi lungo la coscia fino ad arrivare fra le sue gambe.

"Cazzo!!!" esclamai, non trovando nulla che coprisse la sua figa. Francesca si mise a ridere. 

"Dai, scemo, me le sono tolte adesso, non te ne sei accorto?" disse poco dopo sventolandomi davanti delle mutandine di pizzo.

"Mmm, che troietta che sei... e dimmi, a Luca glielo hai fatto scoprire cosa indossavi sotto?"

Francesca venne verso di me. Appoggiò una mano sul cazzo duro sotto i pantaloni e mi sussurrò all'orecchio.

"Preferisci che ti dica che sono stata una brava ragazza oppure ti ecciti di più se ti dico che lo ha scoperto prima di te? Eh? Dimmelo, se no provo a sentire quale delle due cose te lo fa stare più duro..."

Mi staccai da lei, scesi dalla macchina e andai ad aprire la sua portiera facendola scendere.

"Appoggiati così, allarga le gambe." le ordinai

"Qui? Dai andiamo di sopra..." provò ad obiettare lei, ma io ero troppo eccitato per aspettare.

"No, va bene qui. Tanto sono le 4 di notte, i vicini stanno tutti dormendo." le sollevai il vestito e glielo sfilai dalla testa. Francesca era totalmente nuda, con ai piedi le scarpe col tacco che la rendevano ancora più sexy. Con le mani era appoggiata all'auto e aveva le gambe aperte ed il culo all'indietro. Io rimasi completamente vestito, mi abbassai soltanto un po' i pantaloni, giusto per far uscire il cazzo.
Questo contrasto tra lei nuda ed io vestito mi eccitò ancora di più. Glielo infilai dentro in un colpo solo. Ero già sull'orlo dell'orgasmo, sapevo che non sarei durato tanto. Lei poi, mi diede il colpo di grazia: girò la testa, con una espressione da porca, e mi disse "Dai, Luca, scopami, sono una troia." Venni immediatamente.

Mi accasciai per terra, sfinito. Osservai Francesca che, nuda e sculettante, rientrava in casa. Io rimasi lì, con i miei dubbi. Stava giocando con me? Stava facendo sul serio? Ed io cosa avrei preferito? Di sicuro percepivo in lei un risveglio del suo lato passionale. Era merito mio? Era merito di qualcun altro? Per lo meno io ne stavo godendo i frutti e quindi forse valeva la pena proseguire su questa strada, anche se non sapevo dove ci avrebbe portato.

sabato 19 luglio 2014

Sogno o realtà?



Fu senza dubbio una notte importante per entrambi che ci mise sulla strada di un nuovo cammino che ancora non conoscevamo, per vie diverse stavamo arrivando allo stesso posto nuovo della nostra sessualità e della nostra vita di coppia.
Quando aprii gli occhi non trovai Stefano accanto a me, non sapendo che non era proprio andato a dormire pensai che si fosse già alzato e infatti lo intravidi armeggiare nella penombra in cucina con la colazione. Quando abituai gli occhi alla luce soffusa riuscii a distinguere con chiarezza la sue natiche toste per cui ho sempre avuto un debole, segno che era tutto nudo. E’ una cosa che fa spesso più per senso di libertà che per altro ma quella mattina il suo corpo nudo che potevo solo intravedere aveva un significato molto più erotico. Dal canto mio ero perfettamente consapevole di cosa fosse successo la sera prima, di quanto avevo goduto e come e questo pensiero mi metteva di buonuomore. Quando Stefano mi raggiunse a letto con la colazione avevo una gran voglia di parlare di quello che era successo ma vederlo così tenero e pieno di attenzioni mi bloccò. Come potevo parlare di un altro uomo seppur immaginario? Poi magari per lui era stato veramente solo un gioco estemporaneo che magari non ricordava già più. Eppure io dovevo capire...attesi la fine della colazione e delle coccole e cercai una scusa per rientrare in quella situazione.
La più credibile che mi venne in mente fu: “Stanotte ho fatto un sogno un pò strano..”
“Ah si? Dai racconta, i sogni strani sono sempre i più divertenti”
“No ma questo è strano davvero, non sono certa che ti faccia piacere ascoltarlo..”
“Ma dai era un sogno, che vuoi che sia...così mi incuriosisci”
“E va bene...ho sognato di fare sesso con un altro uomo” dissi tutto in un fiato. Ora non so se sia stata la parola sesso, altro o uomo a far scattare qualcosa ma fatto stà che l’uccello di Stefano ebbe un fremito che si tramutò non troppo lentamente  in una meravigliosa erezione.
Senza fare nulla per nasconderla fu lui a continuare “Ah ma che porca!” E questa volta il fremito venne a me. “E sentiamo come è stato? Hai goduto?”
“Esattamente come una porca” volli restituirgli io notando che ormai il suo cazzo era diventato di pietra.
“Dai dimmi di più...chi è? Lo conosco?”
“No, non lo conosco nemmeno io, conosco solo il suo nome, Luca, e il suo cazzo ovviamente” continuai divertita dalla sua reazione. Forse non si era trattato solo di un gioco momentaneo, forse c’era dell’altro sotto. Ma Stefano smise di parlare per baciarmi con passione senza dimenticare di farmi sentire quanto il suo cazzo bollisse di desiderio.
“Insomma non sei arrabbiato?”
“Dovrei?”
“No in effetti è stato solo un sogno..”
“Ma i sogni son desideri si dice...”
“Ma va, io non desidero nessun Luca!”
“Allora forse avrei dovuto farlo io quel sogno” bisbigliò come se fosse una frase troppo difficile da dire ad alta voce.
“Cioè vorresti andare a letto con Luca?” finsi di non capire per sdrammatizzare.
Lui rise nervoso con il cazzo che non ragionava più ma non rispose.
 Era ormai l’ora per lui di prepararsi per il lavoro. Con non poca fatica riuscì a contenere l’erezione negli slip e uscì lasciandomi sola ai miei pensieri. Cosa pensassi di preciso non saprei dirlo. Cercai di chiedermi se veramente avrei voluto un Luca nel mio letto ma la risposta era sempre no. Per quanto cercassi di fare mente locale sugli uomini che conoscevo non ce ne era uno solo che mi piacesse quanto Stefano. Vagavo per casa con questi pensieri quando arrivai alla scrivania del pc dove trovai le carte del lavoro di Stefano, in particolare mi colpì un foglio pieno di scarabocchi e parole senza un nesso logico. Al centro in caratteri più grandi e in rosso c’era una scritta, fatta da lui sicuramente: “Risvegliare i sensi della donna”. Non capii ma qualcosa mi diceva che un collegamento con la storia di Luca ci fosse. Cosa veniva prima? 
Francesca

venerdì 18 luglio 2014

Geloso fino a un certo punto

Non riuscivo ad addormentarmi, avevo troppa adrenalina in corpo, per cui mi alzai. Mi fermai sulla porta della camera, girandomi ad ammirare un po' il corpo nudo di Francesca, che dormiva a pancia in giù. Indugiai a lungo lo sguardo sulle sue belle gambe, a partire dai piedini fino ad arrivare al perfetto culo. Pur nella penombra si intravedeva nell'incavo delle chiappe e qua e là sulla schiena le chiazze umide di sperma rimasto dal mio ultimo orgasmo.

Era stata una scopata diversa dal solito. Eravamo noi due, come sempre, ma non sembravamo noi due. Io, ringalluzzito dalla sua sorpresa della figa totalmente depilata, ero stato più deciso del solito, più dominante. Avevo provato a fare quello che le avevo sussurrato nell'orecchio subito prima e che sembrava averla eccitata particolarmente, cioè scoparla come se non fosse mia moglie, ma una troia qualsiasi. Di solito ero più attento, più rispettoso in qualche modo, ma anche perché di solito, se provavo a fare quello che in fondo lei qualche volta mi aveva fatto capire che le sarebbe piaciuto, Francesca in realtà si irrigidiva ed io non riuscivo più a godermela come si deve e a farla godere.

Quella sera, invece, mentre io fingevo di essere un altro uomo, anche lei sembrava un'altra donna. Passai molti minuti con la testa fra le sue gambe, a leccarle quella figa liscia e profumata e la sentivo più bagnata del solito, più aperta.
Non sempre godeva grazie soltanto alla mia lingua, ma quella volta percepii un suo orgasmo lungo e prolungato, accompagnato da grida e gemiti più forti del normale.

Quando il mio cazzo si fece strada dentro di lei, quasi risucchiato, senza incontrare nessun resistenza, ci guardammo negli occhi, il suo volto trasfigurato dal piacere.

"Come hai detto che ti chiami?" mi chiese e capii che si riferiva al gioco che avevamo iniziato prima, cioè che io mi fingessi un altro.

"Luca, sono luca, e tu, troia, chi sei?"

"Io sono Francesca... dai, Luca, scopami, stasera sono la tua troia... scopami prima che torni mio marito..."

Quelle parole, dette con uno sguardo carico di malizia e di lussuria, mi fecero impazzire. Suonavano così vere, così reali, quasi le avesse già pronunciate con qualcuno. Sentii un misto di gelosia e di soddisfazione nell'avere una donna così eccitante.

Tra le tante emozioni che attraversavano la mia mente ebbi un piccolo moto di rabbia, pensando che mi avesse veramente tradito. Uscii da lei e la presi girandola a pancia in giù. La afferrai per i fianchi alzandoglieli in modo che avesse il culo all'altezza giusta. Francesca si girò a guardarmi e per un breve istante mi sembrò quasi spaventata per la mia reazione.
Non so perché mi venne da prenderla per i capelli, tirandole la testa un po' all'indietro. Era una cosa che raramente avevo fatto prima. La sentii sciogliersi, quasi come se fosse bastato quel gesto per farle avere un altro orgasmo. Si abbandonò, inarcando la schiena e aprendo così completamente le chiappe. Vidi il suo buchetto, anch'esso completamente depilato, e mi venne voglia di provarci.

Avevamo provato qualche volta ma lei poi mi aveva sempre fatto fermare perché non riusciva ad essere abbastanza eccitata da accogliermi senza problemi nel culo. Quella sera forse era la volta giusta, anzi, sembrava quasi che me lo stesse offrendo lei. Quasi come se, visto che quella sera non ero io ma un altro uomo, fosse per lei più facile eccitarsi e concedere l'entrata posteriore.

"Sì, Luca, così... sì..." mugolò quando appoggiai la punta del cazzo al buchino.

Fu la goccia che fece traboccare il vaso. Davvero a Francesca bastava pensare di essere con un altro, di fare una scopata senza altri fini che non il piacere del sesso, per essere così più disponibile, più partecipe, più coinvolta, più, in una parola, troia? E perché anche a me questo aspetto di lei mi eccitava più del normale? 

Non feci in tempo a farmi tante domande e non feci in tempo a provare ad entrare in lei. Venni copiosamente schizzandola fra le chiappe e sulla schiena. Lei si lasciò cadere e nel giro di qualche minuto si addormentò con un bel sorriso sul volto.

Io, come detto, non riuscii a prendere sonno, ancora eccitato e turbato. Passai parte della notte su internet, per cercare risposte ai miei dubbi di marito "geloso fino a un certo punto".
Stefano

sabato 12 luglio 2014

Come una puttana



Quella fu una giornata che pareva non aveva fine per me. E’ incredibile quanto a volte se dosata nel modo giusto l’assenza possa provocare ancora più eccitazione della presenza. E io in quella lunga giornata  di assenze ne stavo sperimentando due contemporaneamente. Da un lato c’era, anzi non c’era, il mio uomo misterioso che mi costringeva a fare cose mai pensate senza più farsi sentire e dall’altra quella di Stefano che fin troppo presente finiva per rendersi invisibile ai miei desideri. Assenze che richiamano assenze e così mi ritrovai all’uscita dal centro estetico senza più un pelo sulla mia figa. Ero abbastanza solita a tenerla così ma il trattamento di una professionista me l’aveva resa liscia come quella di una ragazzina e questo pensiero mi eccitò. Mi sembrò di essere rinata, pronta per ricominciare a scoprire piaceri nuovi. Tornando a casa però dovetti fare i conti con Stefano e le spiegazioni che questo cambio di look richiedeva. Chissà se gli sarebbe bastato sentirsi dire che lo avevo fatto per lui. Fossi io al suo posto diversi dubbi mi sarebbero venuti...
Deliberai che in questi casi la miglior difesa resta l’attacco e così attesi pazientemente che trascorse la cena in tutta tranquillità facendomi raccontare la sua giornata ed evitando accuratamente di parlare della mia fino al momento di metterci davanti alla tv.
“Ho una sorpresa per te” dissi con il tono più malizioso che riuscii a recuperare.
“Ah davvero?” finse indifferenza lui che al contrario non vedeva l’ora avendo colto il mio tono.
“Chiudi gli occhi e non barare”. Non barò e io ebbi modo di restare solo con una leggera sottona senza nulla sotto.
Stefano iniziò a spazientirsi dell’attesa, mi avvicinai e gli presi la mano guidandola ad accarezzare la sorpresa. Da uomo esperto non fece fatica a riconoscere tanto la mia figa quanto la novità che apprezzò con un sorriso ancora ad occhi chiusi.
“Ti presento la versione estiva, ti piace?”
“Non credo ci metterò molto ad abituarmi alla novità” rispose lui non staccando la mano ma nemmeno muovendola più di troppo. Altra attesa per me.
“E’ così diversa che non sembri nemmeno tu”
Tremai, che voleva dire? Si stava insinuando il dubbio? Cercai di mantenere la calma come solo chi sa di essere in torto può fare. “Ah non ti piace?” non mi venne altro da aggiungere.
“Non ho detto questo ma sai strani pensieri...”
Ero sempre più agitata e il guaio fu che più mi agitavo più la mia figa mi smentiva iniziando a nagnarsi.
“Che intendi dire?”
“Beh che se tu non sei tu, nemmeno io potrei essere io...”
Che cazzo stava dicendo? Si era depilato anche lui? Che razza di coincidenza e sperai proprio di no.
“Ah e chi saresti?”
“Beh potrei essere il tuo amante...è raro oggi trovare una donna sposata che non ne abbia uno”
A quelle parole seguì un lago tra le mie gambe.
“Vedo, anzi sento che l’idea non ti dispiace...e allora perchè non proviamo? Da adesso mi chiamo Luca e sono venuto qui per scoparti....sbrighiamoci prima che rientri tuo marito”
Era una follia, eppure era una follia così eccitante,
"… A quello per cui sei venuto" confermai per vedere se non stava scherzando.
"Non mi sembra che abbia senso metterci a fare salotto..." rispose entrando seriamente nella parte
"Già. Hai ragione. Andiamo" gli risposi, e mi avviai in camera da letto
Arrivati in camera ci guardammo un attimo negli occhi, poi le bocche precipitarono l'una verso l'altra. Le lingue presero a danzare e a intrecciarsi freneticamente.
I corpi si strinsero in un abbraccio. Sentii subito la sua erezione prepotente spingere contro la stoffa dei jeans. io, altrettanto eccitata, la cercai con il ventre e ne apprezzai la consistenza.
"L'amore è una cosa. Il desiderio è un'altra cosa. Spesso vanno di pari passo, ma possono anche viaggiare separati." Mi sussurrò in un orecchio stupendomi.
"Sesso senza amore? Di questo parli? Mi sorprende, non è da te..."
"Forse mi conosci meno bene di quanto pensi. Pensaci. Potresti sentirti più libera, più porca. Niente dolcezza e tenerezza. Non stasera. Potrei scoparti senza amore, come una puttana...”