I nostri lettori

martedì 18 novembre 2014

I dubbi...

Il giorno dopo non dovevo andare al lavoro mentre Francesca sì. Ero quindi solo in casa. Mi venne spontaneo ripensare agli eventi della sera prima, a tutto quello che era successo, alla trasgressione che stavamo facendo entrare nel nostro rapporto. Mi eccitai all'istante e passai lungo tempo a masturbarmi, evitando di raggiungere l'orgasmo per rivivere con la mente gli avvenimenti.
 

Ad un certo punto mi tornò in mente una cosa che avevo notato e ma che non avevo subito capito. Mentre stavo prendendo le mie cose dall'armadietto avevo visto Francesca, riflessa nel piccolo specchio, compiere uno strano gesto. Pensando che io non la stessi vedendo aveva lasciato cadere a terra le mutandine, senza quindi rimettersele. Però poi, e ci ripensai in quel momento, non le aveva più raccolte e per terra non c'erano. Capii che le aveva lasciate cadere dentro alla borsa che il nostro amico Marco aveva lasciato lì, sperando di rientrare con noi. Cosa significava dunque questo gesto? Erano d'accordo fra loro? Voleva provocarlo? E lui come avrebbe reagito?

Avevo tante domande nella testa ma non feci in tempo a farmele tutte perché la storia che mi si stava creando nella testa mi stava eccitando più di quanto mi aspettassi.

Pensavo a Francesca, vestita come era uscita quella mattina, che si presenta a casa di Marco perché lui le ha scritto che aveva qualcosa di suo da darle. La vedo entrare con lui in camera. Immagino che lui si sieda sul letto e cominci ad armeggiare con i propri pantaloni.

"Ieri sera ho trovato queste... forse sono tue... scusa ma per non perderle le ho tenute in un posto sicuro"

Abbassandosi i pantaloni e le mutande Marco mostra a Francesca le sue mutandine, attorcigliate intorno al cazzo, già semirigido.

"Oh... dici che sono le mie?" chiede lei, fingendo stupore e ingenuità.

"Non lo so, forse c'è solo un modo per scoprirlo." dice indicandola.

Francesca capisce e con movimenti sensuali comincia a far salire la gonna aderente al ginocchio che porta. Sembra quasi che improvvisi uno spogliarello davanti a lui, il cui cazzo intanto si erge completamente. Me lo immagino enorme, più di quanto posso averlo stimato vedendolo sotto la doccia.

Quando la gonna è su del tutto Francesca si finge sorpresa del fatto di non indossare nulla.

"Oh, forse hai ragione, mi sa che sono proprio le mie... infatti non ce le ho..."

"Bene, allora vieni a prendertele."

Francesca lentamente e sensualmente va verso Marco, sale con le ginocchia sul letto dove lui è seduto e si siede a sua volta su di lui, impalandosi sul cazzo. Li vedo che iniziano a scopare e poi...

E poi... non riuscii ad andare molto avanti perché l'orgasmo mi coglieva improvvisamente. La immaginai di nuovo la scena, dopo poco, masturbandomi di nuovo, e ancora la cosa mi eccitò in modo esagerato.

Dovevo fare qualcosa, dovevo fare in modo che tutte queste non restassero solo mie fantasie. Dovevo convincere Francesca a viverle con me. Magari non necessariamente con Marco, magari con qualcuno che non conoscevamo, però l'idea di mia moglie con un altro uomo ormai era diventata troppo eccitante. Lo capii dal fatto che anche pensandoci nel periodo immediatamente successivo all'orgasmo, quando il desiderio cala, non era una ipotesi che rifiutavo.

Dovevo fare qualcosa insieme a Francesca...

E se lei fosse stata più avanti di me e stesse già vivendo certe fantasie? In fondo le mutandine le aveva lasciate cadere veramente... E se... E se...

Venni nuovamente, come risposta ai miei tanti dubbi.

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