Ad un certo
punto mi tornò in mente una cosa che avevo notato e ma che non avevo
subito capito. Mentre stavo prendendo le mie cose dall'armadietto avevo
visto Francesca, riflessa nel piccolo specchio, compiere
uno strano gesto. Pensando che io non la stessi vedendo aveva lasciato
cadere a terra le mutandine, senza quindi rimettersele. Però poi, e ci
ripensai in quel momento, non le aveva più raccolte e per terra non
c'erano. Capii che le aveva lasciate cadere dentro alla borsa che il
nostro amico Marco aveva lasciato lì, sperando di rientrare con noi.
Cosa significava dunque questo gesto? Erano d'accordo fra loro? Voleva
provocarlo? E lui come avrebbe reagito?
Avevo
tante domande nella testa ma non feci in tempo a farmele tutte perché
la storia che mi si stava creando nella testa mi stava eccitando più di
quanto mi aspettassi.
Pensavo
a Francesca, vestita come era uscita quella mattina, che si presenta a
casa di Marco perché lui le ha scritto che aveva qualcosa di suo da
darle. La vedo entrare con lui in camera. Immagino che lui si sieda sul
letto e cominci ad armeggiare con i propri pantaloni.
"Ieri sera ho trovato queste... forse sono tue... scusa ma per non perderle le ho tenute in un posto sicuro"
Abbassandosi i pantaloni e le mutande Marco mostra a Francesca le sue mutandine, attorcigliate intorno al cazzo, già semirigido.
"Oh... dici che sono le mie?" chiede lei, fingendo stupore e ingenuità.
"Non lo so, forse c'è solo un modo per scoprirlo." dice indicandola.
Francesca
capisce e con movimenti sensuali comincia a far salire la gonna
aderente al ginocchio che porta. Sembra quasi che improvvisi uno
spogliarello davanti a lui, il cui cazzo intanto si erge completamente.
Me lo immagino enorme, più di quanto posso averlo stimato vedendolo
sotto la doccia.
Quando la gonna è su del tutto Francesca si finge sorpresa del fatto di non indossare nulla.
"Oh, forse hai ragione, mi sa che sono proprio le mie... infatti non ce le ho..."
"Bene, allora vieni a prendertele."
Francesca
lentamente e sensualmente va verso Marco, sale con le ginocchia sul
letto dove lui è seduto e si siede a sua volta su di lui, impalandosi
sul cazzo. Li vedo che iniziano a scopare e poi...
E
poi... non riuscii ad andare molto avanti perché l'orgasmo mi coglieva
improvvisamente. La immaginai di nuovo la scena, dopo poco,
masturbandomi di nuovo, e ancora la cosa mi eccitò in modo esagerato.
Dovevo
fare qualcosa, dovevo fare in modo che tutte queste non restassero solo
mie fantasie. Dovevo convincere Francesca a viverle con me. Magari non
necessariamente con Marco, magari con qualcuno che non conoscevamo, però
l'idea di mia moglie con un altro uomo ormai era diventata troppo
eccitante. Lo capii dal fatto che anche pensandoci nel periodo
immediatamente successivo all'orgasmo, quando il desiderio cala, non era
una ipotesi che rifiutavo.
Dovevo fare qualcosa insieme a Francesca...
E
se lei fosse stata più avanti di me e stesse già vivendo certe
fantasie? In fondo le mutandine le aveva lasciate cadere veramente... E
se... E se...


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