"E non soltanto io.." fu la risposta di Stefano indicandomi il suo membro svettante e durissimo ancora bagnato dalla doccia.
"Dici che dovremmo festeggiare?" chiesi fissandogli la cappella gonfia.
"Io dico di si ma prima spogliati mentre io chiudo la porta, non vorrei che qualcuno ci interrompa sul più bello...o forse tu si?"
aggiunse restando con la chiave della porta in mano.
Era un continuo gioco a chi non prendeva iniziative in attesa che fosse l'altro a farlo. Ed era eccitante da morire. Ero piuttosto sicura ormai che se avessi detto di si non avrebbe battuto ciglio nel lasciare quella porta aperta ma il pensiero di cosa sarebbe potuto accadere mentre mi faceva bagnare tra le gambe mi metteva in testa mille perplessità. Certo che Marco era un bel ragazzo e con un amico fidato probabilmente....ma non lo conoscevo abbastanza per essere sicura che avrebbe capito il gioco e il suo ruolo, quindi a malincuore dovetti lasciare che chiudesse quella porta, non evitando però di fargli sentire quanto mi avesse eccitata l'idea che là fuori ci fosse un uomo che non si sarebbe fatto ripetere due volte l'offerta. Mi portai due dita di Stefano all'interno della figa già calda e aperta per farglielo constatare ottenendo in cambio un'erezione ancor più spettacolare.
Stefano prese a masturbarmi con tutta calma facendo attenzione ad andare ogni volta più in fondo con le dita e iniziando a farmi ansimare in maniera sempre più vistosa.
"Ti piace proprio fare la zoccola con i miei amici?" mi provocò aggiungendo un terzo dito ad esplorarmi una figa che non poteva mentire.
"Come se a te dispiacesse pensare che potrei metterti le corna in qualsiasi momento..perfino ora" gli risposi tra un gemito e un sospiro.
I famosi dieci minuti dell'accordo di cui ero ignara trascorsero così, quando Marco puntuale più di uno svizzero si avvicinò alla porta sperando di trovarla aperta. Il rumore dei suoi passi mi immobilizzò ma Stefano sicuro del fatto suo ci tenne a comunicare all'amico che non avevamo bisogno di lui facendomi urlare ancora più forte. I passi si fermarono, probabilmente Marco trovata la porta chiusa voleva lasciarci in pace e aspettare che finissimo ma qualcosa lo bloccò. Non lo conosco ma non credo avesse l'indole del guardone, se rimase là fuori fu perchè venne colpito da qualcosa. Non poteva vedere nulla questo era sicuro ma ascoltare bene indubbiamente si.
"Basta con quelle dita, ho bisogno di un vero cazzo ora che mi scopi a dovere! Dovresti ricordare come si fa, o devo rivolgermi ancora a Luca?"
Questa frase ebbe un effetto travolgente su tutti e tre. Stefano fu colto da un raptus di arrapamento e gelosia per quel nostro giochino, mi rovesciò sulle panchine dure dello spogliatoio e me lo piantò in figa senza tanti complimenti. Ero talmente eccitata e scivoloso che accolsi il suo cazzo completamente subito tutto con un sospiro di piacere e gratitudine. Non pensai minimamente che la mia frase potesse essere stata sentita anche da Marco che non essendo a conoscenza del nostro gioco ebbe un'erezione che gli impedì di andarsene per essere certo di aver capito bene.
Il dubbio immagino glielo tolse Stefano che scopandomi con foga continuò la nostra parte.
"Allora che dicevi troia? Ti va bene questo cazzo o preferisci ancora quello di Luca?"
Non potevo più rispondere, ero troppo presa a godermi quella scopata impetuosa, ma Stefano non si arrese. Non so se lo faceva consapevole o meno del fatto che stesse implicitamente comunicando al suo amico che mi facevo sbattere da un altro e che lui ne fosse pure a conoscenza!
"Dai lo sai che di Luca non sono geloso, puoi dirmelo quale cazzo ti fa godere di più"
Stavo per venire.
"Ti piace il suo perchè è più grosso ammettilo!"
Marco fu preso dall'istinto di tirarselo fuori, era decisamente arrapato al pensoero che ci potesse essere qualche possibilità di scopare anche per lui ma più che farsi una sega provò a misurarselo con le mani cercando di confrontarlo mentalmente con quello dell'amico. Chiaramente non potè farlo, non avevano l'usanza di guardarsi i cazzi duri e per un momento la cosa gli dispiacque pure...avrebbe voluto sapere di averlo più grosso per poter essere preso in considerazione.
La nostra scopata procedeva alla grande e il rumore dei nostri corpi che sbattevano l'un l'altro dettero il via anche alla sega di Marco.
Fui la prima a venire copiosamente sull'uccello di mio marito e innescai la catena che portò lui a schizzare poco dopo sul mio seno e di conseguenza anche Marco sul pavimento perso nelle sue fantasie su di me.
Quando riprendemmo fiato ci accorgemmo dell'ora tarda e ci ricomponemmo alla meglio. Non era il caso di fare la doccia del fresto a me lo sperma addosso non è mai dispiaciuto. Per cui mi rivestii mentre Stefano faceva lo stesso.
Un particolare mi saltò all'occhio. Marco evidentemente nella speranza di rientrare aveva lasciato la sua borsa qui. La tentazione era troppo forte, approfittai che Stefano era di spalle e non poteva vedermi e furtivamente lasciai scivolare nella borsa i miei slip.
Non so nemmeno io perchè lo feci, fu un gesto folle e irrazionale ma fu troppo tardi per riprenderli.
"Sei pronta? Posso aprire?"
"Si dai andiamo"
Un altro particolare che apprezzai molto in seguito fu la prontezza di Marco nel non farsi trovare fuori la porta, evitando a tutti spiacevoli imbarazzi. Ci venne incontro all'altezza del bar dicendoci che aveva lasciato la borsa dentro ed era tornato a riprenderla, facendoci credere che se ne era accorto già per strada, mangiammo la foglia, conveniva a tutti e lo aspettammo per andarcene insieme.


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