La sera dopo, finito di cenare con Francesca tirai fuori il discorso.
"Sai, ho pensato tutt'oggi a quello che ci ha detto ieri mio fratello e penso di aver trovato una soluzione."
"Davvero?
Certo che è ben strana come situazione, non trovi?" mi rispose
Francesca con un sorriso di cui non colsi con certezza il significato.
"Be' sì, è strano, ma lui le vuole molto bene..."
"Se lo dici tu..."
Iniziai
a spiegarle il mio piano che prevedeva che lei avrebbe invitato Laura a
fare un weekend tra sole donne presso una località termale per
rilassarsi e staccare un po'. Sfruttando l'amicizia e la complicità
femminile avrebbe poi dovuto cercare di far venire fuori il discorso del
tradimento, facendole capire che ciò che aveva fatto non era la fine
del mondo, che un rapporto può essere solido anche con episodi del
genere. Se lei si fosse mostrata ricettiva su questi temi poteva poi
scattare la seconda fase del piano, quella ad indurla a ripetere la
cosa. Non sarebbe stato difficile per due belle e giovani donne, in un
ambiente caldo e rilassante come una spa, fare colpo su qualcuno,
flirtare un po', sedurre sfruttando la lontananza dai mariti. Francesca
avrebbe dovuto farle capire che lei per prima era disponibile a farlo e
che non pensava che questo avrebbe messo in pericolo il nostro
matrimonio. Doveva aiutarla, sostenerla e incoraggiarla.
Mi
lasciai un po' prendere dal racconto, cominciai ad ipotizzare possibili
avvenimenti e come farli succedere. Francesca aveva ascoltato tutto il
mio discorso senza dire niente, continuando a mettere a posto in cucina
per poi venire verso la fine a sedersi ai miei piedi.
Mi interruppi ad un certo punto accorgendomi che mi guardava con uno strano sorriso malizioso.
"Eh, che dici?"
"Dico... che in tutto questo non ho capito cosa devo fare io per incoraggiarla... sostenerla... darle l'esempio... "
"Ehm... non lo so..."
"Non
ho capito" e mentre lo diceva cominciò a farmi salire una mano lungo la
coscia "se tu vuoi che la tua dolce cognata metta le corna a tuo
fratello oppure..."
"Oppure?" dissi deglutendo nervosamente
"Oppure
le corna le vuoi anche te... soprattutto te... forse non siete tanto
diversi, mi sbaglio?" e nel dire questo con la mano arrivò sul mio
pacco, trovandolo decisamente duro. "No..." scoppiò in una risatina "non
mi sto sbagliando per niente... siete due porci... che volete le mogli
zoccole..."
Mi abbassò la cerniera e tirò fuori il cazzo durissimo. Gli passò la lingua sopra e poi si fermò.
"Va bene. Lo farò. E sarai cornuto anche te..."
Nel
sentire quelle parole, nel vedere il suo sguardo mentre le pronunciava,
ebbi un orgasmo improvviso e abbondante. Francesca rise di nuovo.
"Sei un vero porco..."
***************
Passò
qualche giorno. Francesca era stata di parola e aveva organizzato
tutto. Laura aveva accettato subito, senza fare storie. Le aveva anche
accennato che le avrebbe fatto bene perché con Carlo era un periodo un
po' difficile e stare un po' con un'amica le avrebbe fatto bene.
Mi
erano venuti molti dubbi. Forse avevo esagerato, forse non volevo
veramente che accadesse. Ma poi pensandoci mi si induriva il cazzo e i
dubbi sparivano. Poi non potevo apparire debole davanti a lei. Ormai mi
ero esposto.
"Ah, prendi su quelle?" dissi
indicando un paio di scarpe col tacco, anzi il paio di scarpe di
Francesca che preferivo, quelle con cui era sexy più che mai, quelle che
metteva per arraparmi, quelle con cui diverse volte si era lasciata
scopare.
"Sì, perché? Problemi?" mi rispose sogghignando.
"E
quel vestito?" quello che la fasciava lasciando pochissimo
all'immaginazione, quello che spesso portava senza niente sotto, perché
se no si vedeva il segno...
"Sì, ma non so se
usarlo o prestarlo a Laura..." si avvicinò e mi toccò il cazzo da sopra i
pantaloni. "No, tranquillo, lo metterò io..."
Continuai a guardarla, eccitato, mentre finiva di prepararsi.
"Ah,
senti..." mi chiese con molta naturalezza. "Ce li hai dei preservativi o
li devo comprare? Guarda nel cassetto se ce ne sono..."
Glieli allungai ma nel porgerglieli non lasciai subito la scatola. Rimanemmo un attimo fermi, ognuno tenendo un'estremita.
"Ti amo." le dissi.
"Anch'io, non sai quanto." mi rispose.


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