I nostri lettori

lunedì 24 novembre 2014

Laura

La sera dopo, finito di cenare con Francesca tirai fuori il discorso.

"Sai, ho pensato tutt'oggi a quello che ci ha detto ieri mio fratello e penso di aver trovato una soluzione."

"Davvero? Certo che è ben strana come situazione, non trovi?" mi rispose Francesca con un sorriso di cui non colsi con certezza il significato.

"Be' sì, è strano, ma lui le vuole molto bene..."

"Se lo dici tu..."

Iniziai a spiegarle il mio piano che prevedeva che lei avrebbe invitato Laura a fare un weekend tra sole donne presso una località termale per rilassarsi e staccare un po'. Sfruttando l'amicizia e la complicità femminile avrebbe poi dovuto cercare di far venire fuori il discorso del tradimento, facendole capire che ciò che aveva fatto non era la fine del mondo, che un rapporto può essere solido anche con episodi del genere. Se lei si fosse mostrata ricettiva su questi temi poteva poi scattare la seconda fase del piano, quella ad indurla a ripetere la cosa. Non sarebbe stato difficile per due belle e giovani donne, in un ambiente caldo e rilassante come una spa, fare colpo su qualcuno, flirtare un po', sedurre sfruttando la lontananza dai mariti. Francesca avrebbe dovuto farle capire che lei per prima era disponibile a farlo e che non pensava che questo avrebbe messo in pericolo il nostro matrimonio. Doveva aiutarla, sostenerla e incoraggiarla.

Mi lasciai un po' prendere dal racconto, cominciai ad ipotizzare possibili avvenimenti e come farli succedere. Francesca aveva ascoltato tutto il mio discorso senza dire niente, continuando a mettere a posto in cucina per poi venire verso la fine a sedersi ai miei piedi.

Mi interruppi ad un certo punto accorgendomi che mi guardava con uno strano sorriso malizioso.

"Eh, che dici?"

"Dico... che in tutto questo non ho capito cosa devo fare io per incoraggiarla... sostenerla... darle l'esempio... "

"Ehm... non lo so..."

"Non ho capito" e mentre lo diceva cominciò a farmi salire una mano lungo la coscia "se tu vuoi che la tua dolce cognata metta le corna a tuo fratello oppure..."

"Oppure?" dissi deglutendo nervosamente

"Oppure le corna le vuoi anche te... soprattutto te... forse non siete tanto diversi, mi sbaglio?" e nel dire questo con la mano arrivò sul mio pacco, trovandolo decisamente duro. "No..." scoppiò in una risatina "non mi sto sbagliando per niente... siete due porci... che volete le mogli zoccole..."

Mi abbassò la cerniera e tirò fuori il cazzo durissimo. Gli passò la lingua sopra e poi si fermò.

"Va bene. Lo farò. E sarai cornuto anche te..."

Nel sentire quelle parole, nel vedere il suo sguardo mentre le pronunciava, ebbi un orgasmo improvviso e abbondante. Francesca rise di nuovo.

"Sei un vero porco..."

***************

Passò qualche giorno. Francesca era stata di parola e aveva organizzato tutto. Laura aveva accettato subito, senza fare storie. Le aveva anche accennato che le avrebbe fatto bene perché con Carlo era un periodo un po' difficile e stare un po' con un'amica le avrebbe fatto bene.

Eravamo quindi arrivati al giorno della partenza. Guardavo Francesca preparare la valigia.

Mi erano venuti molti dubbi. Forse avevo esagerato, forse non volevo veramente che accadesse. Ma poi pensandoci mi si induriva il cazzo e i dubbi sparivano. Poi non potevo apparire debole davanti a lei. Ormai mi ero esposto.

"Ah, prendi su quelle?" dissi indicando un paio di scarpe col tacco, anzi il paio di scarpe di Francesca che preferivo, quelle con cui era sexy più che mai, quelle che metteva per arraparmi, quelle con cui diverse volte si era lasciata scopare.

"Sì, perché? Problemi?" mi rispose sogghignando.

"E quel vestito?" quello che la fasciava lasciando pochissimo all'immaginazione, quello che spesso portava senza niente sotto, perché se no si vedeva il segno...

"Sì, ma non so se usarlo o prestarlo a Laura..." si avvicinò e mi toccò il cazzo da sopra i pantaloni. "No, tranquillo, lo metterò io..."

Continuai a guardarla, eccitato, mentre finiva di prepararsi.

"Ah, senti..." mi chiese con molta naturalezza. "Ce li hai dei preservativi o li devo comprare? Guarda nel cassetto se ce ne sono..."

Glieli allungai ma nel porgerglieli non lasciai subito la scatola. Rimanemmo un attimo fermi, ognuno tenendo un'estremita.

"Ti amo." le dissi.

"Anch'io, non sai quanto." mi rispose.

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