I nostri lettori

mercoledì 19 novembre 2014

Un caffè...bollente



Della storia delle mie mutandine e di Marco non si seppe più nulla, molto probabilmente le considerò un gentile omaggio ed essendo troppo amici non trovò mai il coraggio di farsi avanti, ma al di là del primo reale cazzo perso qualcosa di buono lo portò: la consapevolezza ormai che eravamo pronti come coppia ad andare oltre, forse qualcosa in più della consapevolezza...una vera e propria esigenza.
Ma la vita si sa è sempre più preparata di noi e non manca di servirci le coincidenze giuste al momento giusto. So che gli avvenimenti che seguiranno hanno dell’incredibile ma vi assicuro che le cose andarono pressapoco così...
Un tardo pomeriggio di una domenica di non troppo tempo fa ricevemmo a casa la telefonata di Carlo, il fratello di Stefano che ci pregava di vederci al più presto per parlarci di una cosa della massima urgenza e a nulla valsero gli inviti a dirci di cosa si trattasse, sembrava una cosa davvero troppo importante decidemmo divederci per un caffè dopo un’ora.
Devo dire che eravamo piuttosto allarmati, Carlo è sempre stato una persona molto riservata, di lui e dei suoi problemi non avevamo mai avuto notizia e mai ci saremmo aspettati di doverci precipitare all’improvviso per una cosa che di sicuro non si sarebbe potuta rimandare.
Arrivammo in anticipo all’appuntamento e Carlo era già seduto al tavolino ad aspettarci. Ci salutammo timidamente come sempre e fu davvero difficile intavolare la discussione.
Finito il caffè e dopo averci girato intorno ancora a lungo, Stefano dovette rivolgergli la domanda diretta:
“E allora si può sapere cosa è successo? E soprattutto perchè sei da solo? Laura dove è?” furono le parole magiche, Carlo iniziò a parlare non sapendo bene da dove cominciare.
“E’ proprio questo il punto... Laura...” un silenzio incomprensibile.
“Laura, cosa?” di nuovo Stefano.
“Laura mi ha.....mi ha....”
“Laura ti ha????” in coro e quasi spazientiti io e Stefano.
“E va bene, si Laura mi ha tradito!”
Caò il gelo tipico di chi impreperato non sa cosa dire. E non solo quello. Guardai stefano negli occhi e lui abbassò lo sguardo, come se si sentisse colpevole di qualcosa e solo a casa mi confessò di aver avuto un’erezione imbarazzante considerata la situazione.
Cercammo le parole migliori per consolarlo e invitarlo a chiarirsi, a capire e perfino a perdonare nel caso ma furono del tutto inutili perchè il racconto non era finito, anzi si può dire che fosse appena iniziato.
“Ma il problema non sono io” ci spiegò con calma Carlo. “Il problema è che lei si sente talmente in colpa che non fa altro che piangere e giurarmi che non accadrà più”
“Beh, buon segno” feci io “basterà un pò di tempo e dimenticherete tutto”

“Ma il punto è proprio che io non voglio dimenticare”
“Dai Carlo, ora sei arrabbiato è normale, ma questo non ti porterà a nulla” continuò Stefano con una mano sotto il tavolino a sistemarsi l’elastico del boxer diventato insopportabile.
“Siete proprio fuori strada! Io non voglio dimenticare e non voglio nemmeno che non succeda più perchè la cosa mi ha eccitato da morire! Solo che non so come dirlo a Laura, specialmente ora che reagisce così, ed è per questo che ho chiamato voi. E’ una situazione troppo delicata, solo a voi potevo dirla e solo voi potete aiutarmi ora. Siete voi i nostri testimoni di nozze e siete voi ora che dovete darmi una mano. Non sono pazzo vi assicuro, dovete parlare con lei, tutti e due, farle capire come stanno le cose e che io voglio solo la sua felicità, con chiunque possa donargliela. Ditemi che farete questo per me”

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