Le vacanze di Natale erano finite da un pò e con esse anche
le nostre trasgressioni, o meglio solo messe in standby. Ognuno di noi ritornò
alla frenesia della vita quotidiana e ci lasciammo poco spazio per ripensare a
tutto quello che era successo quella notte. Ma come fuoco sotto la cenere il
nostro desiderio continuava a ardere nell’attesa della giusta scintilla. Io
continuai a sentire Mario ogni tanto con sms che ricordavano quella notte che puntualmente mi
facevano inumidire le mutandine e nonostante Stefano non seppe mai nel
dettaglio quello che era accaduto in quel letto, ogni volta che mi trovava in
quello stato sapeva che era merito di Mario e si precipitava a leccare contento
l’eccitazione procuratomi da un altro uomo. Per Carlo e laura più o meno fu lo
stesso. Senza parlarne mai, ogni volta che lei ripensava al cazzo di mio marito
si bagnava più del solito e lui si deliziava del suo sapere, consapevole del
fatto che fosse successo qualcosa di cui non era a conoscenza. Oltre a leccarci
di continuo i nostri uomini si dedicavano lunghe e coinvolgenti masturbazioni
durante le quali si sentivano liberi di immaginarci in situazioni sempre più
spinte manco fossimo nelle loro fantasie due attrici porno.
Uno di quei freddissimi sabati di gennaio quando non si
metterebbe il piede fuori di casa per nulla al mondo, io e Stefano decidemmo
che quell’attesa era durata anche troppo e organizzammo una cena invitando
Carlo e Laura a casa. In passato ci eravamo frequentati pochissimo e sembrava
quasi che ci stessimo conoscendo ora per la prima volta e tutto sommato era
proprio così. Mi dedicai alla cucina tutto il pomeriggio, un pò per impegnare
il tempo e un pò perchè ci tenevo davvero a stringere amicizia con i miei
cognati. In un certo senso era come se mi sentissi in debito verso Laura, senza
di lei probabilmente non mi sarei potuta
godere quella notte e il grosso cazzo di Mario che ancora a distanza di tre
settimane frequentava i miei sogni più erotici. Pur non sapendo esattamente
perchè ma immaginandolo sentivo che Stefano provava sentimenti simili verso
nostra cognata e fu lui a chiamarla per invitarli.
Quando entrò in cucina per dirmi che avevano accettato non
potei fare a meno di notare la sua vigorosa erezione attraverso la tuta e ne
fui compiaciuta. Ero contenta che avessero accettato e glielo dissi con un
bacio lungo, caldo e innamorato ma subito dopo piazzai una mano su quel pacco
duro.
“E questo?” chiesi divertita.
“Un omaggio per te mia cara!” fu la sua risposta troppo
affrettata quasi a volersi giustificare.
“Uhm...non credo proprio sai?” lo incalzai stringendo quasi
a fargli male. “Hai appena sentito Laura al telefono, è questo l’effetto che ti
fa la voce di tua cognata?”
“Beh...Laura è una donna molto bella e anche molto più calda
di quello che vuole far apparire..”
“Ah si? E tu come lo sai sentiamo” mentre stavo già
abbassando la tuta per controllare meglio se stesse dicendo la verità.
“No ma io dicevo per dire...e poi scusa non è stata lei la
prima a piazzare un bel paio di corna al marito?”
Corna sembrava la parola magica, solo a pronunciarla il suo
cazzo ebbe un sussulto e io lo liberai del tutto dalla scomoda copertura del
boxer. Svettava davanti a me, con la testa già lucida. Evidentemente quel
discorso era uno dei suoi preferiti e io non volevo perdere l’occasione per
farlo confessare. Mi inginocchiai, lo guardai e mi fermai a pensare che dopo la
mia notte con Mario per un motivo o per un altro non glielo avevo più preso in
bocca, avevo goduto tante volte nella sua ma lui niente. Fui colta da una
voglia irrefrenabile di sentire il cazzo duro di mio marito riempirmi la bocca
ma più di tutto desideravo farglielo mentre lui sognava un’altra donna, magari
proprio Laura. Tirai fuori la lingua e presi a leccare la cappella impregnata
di umori.
Feci un lavoro molto accurato mentre lui sospirava in attesa di
essere preso tra le mie labbra ma quando ebbi lucidato quel cappellone violaceo
mi fermai.
“Insomma non si può sapere cosa ti ha detto al telefono
quella puttanella di tua cognata per farti venire su un cazzo del genere?”
“Ma come parli?? Guarda che è anche tua cognata, la moglie
di mio fratello!”
“Quel porco cornuto di tuo fratello forse volevi dire!”
Il mio linguaggio sboccato stava facendo troppo effetto.
Stefano mi afferrò la testa con le mani e mi spinse sul suo cazzo
costringendomi a ingoiarlo.
“Cazzo Frà quanto parli! E succhia no? O vuoi che lo chieda
davvero a Laura? Sai con quelle labbra come lo avvolgerebbe bene il cazzo di
tuo marito? E poi vediamo chi ha le corna qui!” Aveva capito benissimo lo
spirito del gioco. Più parlava di Laura più mi eccitavo e glielo succhiavo
furiosa in quel misto di gelosia, invidia e arrapamento che soltanto chi ha
messo o ricevuto le corna almeno una volta può comprendere. Quando sentii che
stava per venire invece di lasciarlo esplodere mi fermai. “La conserviamo a
Laura allora?
“Nemmeno per sogno, è tutta tua sbrigati PUTTANA fammi
godere!”
Quelle parole mi infiammarono perchè un’altra cosa molto
importante da sapere sulle corna è che per quanto sia leggittimo andare a letto
con altri senza nasconderselo, ciò che eccita è sapere di appartenersi molto di
più. Stefano aveva ragione, quella sborra era mia, dedicata a Laura ma sempre
mia e con un sospiro di soddisfazione mandai giu tutto il nettare che sembrava
non finire mai.
*********************
Alle 20.30 puntualissimi suonarono al campanello i nostri
ospiti. Stefano andò ad aprire, salutò divertito e complice il fratello, prese
le bottiglie di vino che aveva portato e lo fece accomodare mentre si perdeva
in mille complimenti a Laura manco la stesse vedendo per la prima volta. Il bello
era che conoscendo già la casa furono subito a loro agio e l’atmosfera fu molto
rilassata. Portai l’apertivo mentre erano già seduti sul divano a chiacchierare
e subito fui sconvolta dalla visione di Carlo. Per la prima volta in tanti anni
lo guardavo con occhi diversi, non era più il fratellino di mio marito ma un
uomo molto elegante, bello e raggiante seduto sul divano di casa mia. Sulla sua
eleganza si sprecarono le battute era davvero troppo elegante per una serata
informale, lui sorrideva con l’aria di chi sapeva qualcosa che noi ancora non
conoscevamo e il tempo passò così fino al momento di metterci a tavola. Durante
la cena però accadde qualcosa. Come una specie di calamite ad ognuno venne
naturale dedicare maggiore attenzione al partner dell’altro e finimmo quasi a
portare avanti due conversazioni separate come se le vere coppie si fossero
invertite. Stefano e Laura presi da discorsi impegnati sulla situazione
politica si trovarono d’accordo quasi su tutto, io e Carlo parlavamo di musica
e pure per noi fu la stessa cosa. Non so quanto fu casuale o studiata la cosa
ma funzionò e dette modo a Carlo di introdurre quello che voleva dirci fin dall’inizio.
“Ma solo io mi sono accorto di quante cose in comune abbiamo
io e Francesca e quante anche voi due?” fu la sua domanda.
“Beh che Stefano fosse una persona molto interessante io l’ho
sempre saputo” rispose la moglie.
“E io potrei dire lo stesso di Carlo” confermai.
“Siamo fortunati direi fratello, abbiamo sposato le donne
migliori del pianeta!” rise Stefano.
“Su questo non ci sono dubbi e per questo ritengo veramente
un peccato doversi limitare. Sono sincero, per tutta la sera non sono riuscito
a staccare un attimo gli occhi da Francesca, il suo viso, il suo sorriso e il
suo corpo mi fanno diventare scemo”
Fui seriamente messa in difficoltà dai suoi complimenti
perchè erano le stesse identiche cose che avevo pensato di lui tutta la sera.
Sentirlo parlare mi aveva già perfino fatta bagnare e quelle parole furono la
goccia che fece traboccare la mia eccitazione. Senza rendermi conto esattamente
di cosa stavo facendo la mia mano agì autonomamente e andò a posarsi
direttamente al centro delle sue cosce sotto il tavolo. Trovai al tatto un
pacco invitante e notevole nonostante fosse ancora completamente a riposo. Lui
forse se lo aspettava o forse no ma fu bravissimo a non dire nulla e godersi
quella carezza nascosta e segreta che però interruppe prima che potesse
provocare danni proponendo di continuare il discorso sul divano perchè aveva
qualcosa di molto importante da dirci. Lo seguimmo con curiosità e mentre noi
ci accomodammo lui restò in piedi.
“Vedete...sposare Laura è stata la cosa migliore della mia
vita. Io la amo e la desidero ancora come il primo giorno, come quando eravamo
fidanzati ma so bene che non è così. Non è più il primo giorno e non siamo più
nemmeno fidanzati. A voi non mancano mai quei tempi?”
“Intendi i tempi in cui mi corteggiavi?”
“Quelli in cui passeggiavo mano nella mano con Stefano e ci
baciavamo ogni tre minuti?”
“E quelli in cui Francesca perdeva tre ore in bagno per
prepararsi prima di uscire?”
“Esatto amici, quelli! Ma anche quelli in cui dovevi sudare
per un pompino o quelli in cui non sapevi fino dove potevi spingerti...”
“E spingerlo!” sottolineò Stefano.
“Eh si quelli in cui eri curiosa di sapere se lo aveva lungo
o corto...”
“Grosso o sottile..”
“Il matrimonio ha tanti vantaggi ma anche molti limiti, ed è
per questo che stasera ci tenevo a fare bella figura”. A quelle parole si
inginocchiò davanti a me, prese la mia mano e se la mise sul petto. “Francesca,
sono qui per chiederti di diventare la mia fidanzata”
Ci fu un momento di silenzio rotto soltanto dalla mia risata
nel vederlo così ai miei piedi. Ma evidentemente Stefano non dovette trovarlo
troppo ridicolo perchè pensò di imitarlo inginocchiandosi davanti a Laura: “E
tu la mia?”
Era difficile andare avanti a questo punto, non era chiaro
dove finisse lo scherzo e dove iniziasse la realtà ma i nostri uomini
aspettavano una risposta. Io e Laura ci guardammo negli occhi e sorridendoci
accettammo.
“Quello che stavo cercando di dirvi è molto semplice e
complicato allo stesso tempo. Non può esistere una sola forma di amore. Io amo
Laura come mia moglie ma voglio amare anche Francesca come fidanzata e voglio
amare perfino Stefano come fratello ma anche come l’uomo che può rendere felice
la mia donna come faccio io”.
“Insomma si tratta di moltiplicare l’amore non di dividerlo,
mi piace e anche io allora amerò Laura e non vi assicuro di farlo troppo
castamente come cognata”.
Sembravamo tutti molto felici e le parole lasciarono il
posto alle bocche che si cercarono in baci nuovi. Il più audace fu Carlo che
per primo cercò le mie labbra per aprirle con la lingua che fece capolino
accolta dalla mia, presto imitato dagli altri due. Visti in quel momento dall’esterno
nessuno sarebbe stato in grado di risalire alle coppie originali tanta era la
passione di quei baci. Quando la lingua di Carlo nella mia bocca diventò
insopportabile per l’eccitazione che mi provocava dovetti staccarmi e dopo aver
osservato estasiata per un attimo mio marito darsi da fare con altrettanto
ardore nella bocca della cognata mi feci più vicina, timidamente avvicinai la
mia bocca alle loro e spingendo la lingua mi fusi nel loro bacio leccando ora
la lingua di mio marito ora quella di mia cognata che non si sottraeva. Stefano
riuscì a defilarsi al momento giusto lasciando le sue due donne proseguire tra
loro il gioco che da che mondo è mondo eccita più di qualunque altra cosa i
signori maschietti.
Carlo e Stefano si ritrovarono spettatori arrapati delle
nostre effusioni al femminile e l’uno con il braccio sulla spalla dell’altro si
guardarono compiaciuti. Fu difficile staccarsi da quelle labbra e non perchè si
trattasse di una donna, avrei preferito mille volte baciare un uomo ma il
pensiero che quella bocca conosceva il sapore del cazzo di Carlo mi spingeva a
cercarlo là dentro.
“Sono molto felice che la mia idea vi sia piaciuta e anche
se io e Stefano giuriamo di non essere gelosi mai ora state un pò
esagerando...Francesca è pur sempre la mia fidanzata e che diavolo”
Dovemmo staccarci per forza per le risate che non riuscimmo
a trattenere e ci ricomponemmo sul divano, a quanto pare Carlo non aveva ancora
finito con le idee pazze.
“Molto bene, perchè il tutto funzioni è molto importante
parlarci, conoscerci, confidarci. Vi propongo un gioco, vi va?”
“Ho capito, ora scatta l’orgia” ridemmo tutti di gusto sulla
mia stupida battuta.
“Ma no io parlo di un fidanzamento serio, in piena regola!
Ogni nuova coppia avrà il suo tempo per conoscersi e ogni settimana ci ritroviamo
tutti insieme per fare il punto della situazione, quindi come prima cosa la
privacy! Per tutta la settimana nessuno potrà parlare al partner di quello che
fa con il fidanzato e i fidanzati saranno liberi di proporre serate da soli e
uscite ogni volta che vorranno. Tutti d’accordo?”
Un silenzio assenzo fece capire che non vedevamo l’ora di
iniziare e nonostante l’ora tarda nessuno aveva voglia di abbandonare il campo.
Ormai Carlo aveva assunto il ruolo di maestro dei giochi e proseguì.
“Adesso voglio che ognuno di noi, esprima un desiderio
pubblicamente, riguardo al proprio partner così saremo tutti testimoni. Inizio io:
mia adorata Francesca, in qualità di mia fidanzata io ti proibisco di indossare
le mutandine. Ho un tale desiderio di te che voglio saperti sempre pronta,
disponibile per me e forse di tutti quelli che se ne accorgeranno. La tua
deliziosa patatina sarà sempre esposta così che avrai sempre più voglia. Che ne
dici tesoro? Puoi accontentare il tuo fidanzatino?” Me lo chiese con gli
occhioni capricciosi di un bambino che mi venne voglia di levarle subito là
davanti a tutti.
“Mio fratello è un genio! Avanti amore vai di là, prendi
tutte le tue mutandine, chiudile in un sacchetto e consegnale al tuo fidanzato,
non ti serviranno più”. Stefano dovette considerare il vantaggio che ne avrebbe
tratto anche lui e il suo cazzo che era diventato di pietra, disegnandone la
forma sotto i jeans.
Quando rientrai con il sacchetto pieno di mutandine e
perizomi da consegnare a Carlo, prima di baciarlo sfilai da sotto al vestito
quelle che indossavo al momento. Lui le prese ma le passò al fratello. “A te l’onore!”
Stefano le prese e le inspirò profondamente, consapevole che
l’eccitazione che contenevano da ora avrebbe dovuta dividderla con un altro
uomo. Carlo fece lo stesso e ora entrambi conoscevano il mio desiderio che li
riguardava.
“A questo punto però tocca a me”
“Certo amore sono pronto, chiedimi pure tutto quello che
vuoi”
“Tutto? Ne sei proprio sicuro?”
“TUTTO!”


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