"Ma davvero sei eccitato? Si vede. Come puoi esserlo in questo momento?"
"Penso a Francesca."
"Ma lei ora è con un altro. Come può eccitarti?"
"Non
te lo so spiegare ma è così. E' mia moglie e desidero il suo piacere al
di sopra di ogni cosa. E mi piace sapere che lei lo cerca così tanto da
non accontentarsi di quello che le posso dare io."
"Anche per Carlo pensi che sia così?"
"Sì, il nostro è un sentimento di amore per voi."
"Allora cosa pensi che dovrei fare?"
"Dovete
rendervi felici. Se la cosa a te non dispiace e non crea problemi, fai
ciò che piace anche a lui. Fatelo insieme, anche se lo fai da sola."
"Sai, in questo momento un po' di invidia per tua moglie ce l'ho. Lei ora è con Mario, chissà cosa stanno facendo."
"E' un bravo amante?"
"Sì, è molto bravo. E molto porco. Non credevo, ma con lui ero diversa."
"E'
questo che vogliamo, che possiate avere qualcosa che con noi, per colpa
nostra o vostra, non riuscite ad avere. Delle sensazioni nuove, un
piacere diverso."
"Mmm, mi sto eccitando anche io adesso, forse è meglio che vada di sopra da Carlo."
"Non
sai io quanto, ora che mi hai parlato di Mario." nel dire questo mi
toccai il cazzo attraverso la stoffa dei pantaloni. Non resistevo.
Ci
guardammo. Io con una mano che premeva sul mio pacco rigonfio. Laura ad
un certo punto infilò una mano sotto la gonna, per toccarsi.
"Scusami, ma devo farlo." disse mordendosi le labbra.
"Prego, fai pure." le risposi, slacciandomi i pantaloni.
Lei
si tirò su la gonna, abbassando le mutandine. Con le dita si toccava
avidamente il clitoride o se le infilava dentro. Io avevo estratto dai
pantaloni il cazzo, durissimo, e me lo stavo segando.
Ci fissammo negli occhi per un po', mentre ci masturbavamo. Poi lei li chiuse e sussurrò:
"Oh, sì, Mario, sì, prendimi..."
La sentii venire, mentre io schizzavo il mio piacere sul pavimento, colpendo anche Laura con qualche goccia.
Poco dopo, ansimanti, ci salutammo. Lei corse su per le scale, io corsi fuori risistemandomi i pantaloni.

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