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lunedì 29 dicembre 2014

Vicini alla meta

Salutato mio fratello pensai di andarmene a dormire, ma la curiosità mi rodeva dentro. Provai a mandare un messaggio a Francesca.

"Come sta andando?"

Non sapevo se sperare che mi rispondesse o no. Ma quando vidi che stava rispondendo rimasi mi sentii ribollire dentro nell'attesa di leggere la risposta.

"Perché non vieni a controllare? Siamo al..." mi indicò il nome di un locale.

No, devo lasciarle sole, mi dissi. Non posso farlo e non posso andarci io senza dire niente a mio fratello. Continuai a ripetermelo, ma intanto ero salito in macchina e stavo guidando verso il locale.

Entrai, andai al bancone, mi abituai all'atmosfera un po' buia guardandomi attorno. Infine trovai Francesca, era seduta ad un tavolino, in compagnia di un uomo distinto. Non vidi traccia di Laura. Li osservai per un po', lei rideva spesso, aveva un atteggiamento che sembrava denotare disponibilità. Mi stavo eccitando. Non sapevo se continuare a spiarla, se farmi avanti, se andarmene.

Alla fine provai a scriverle di nuovo. Vidi il cellulare che teneva sul tavolo illuminarsi alla ricezione del mio messaggio: "Sono qui". Francesca dopo averlo letto si guardò attorno e mi vide, mi fece un leggero sorriso ma non fece capire all'uomo che aveva di fronte che aveva visto qualcuno. Lo interpretai come un segnale che non dovevo farmi avanti, ma non la disturbavo se stavo lì. La vidi scrivere qualcosa e subito il mio cellulare vibrò.

"Come ti sembra? Ti piace?"

Alzai gli occhi dal cellulare e vidi che Francesca mi stava guardando. Sentii le classiche "farfalle" nello stomaco. Quella sensazione di gelosia mista ad eccitazione che stavo scoprendo essere così irresistibile. Dovetti bere un sorso del cocktail che avevo ordinato per avere il coraggio di rispondere, ma lei aveva già capito.

Li vidi alzarsi e per un attimo ebbi paura che stessero tornando in albergo. Paura o speranza? Ma poi capii che stavano andando verso il centro del locale dove la gente ballava.

Ammirai Francesca muoversi sensuale su di lui, strusciandosi con quel vestitino aderente e provocando in lui, in me e forse anche in qualche altro spettatore una erezione difficilmente controllabile. Vidi i loro volti avvicinarsi, vidi lui parlarle all'orecchio, vidi le loro mani scendere, quella di lui per palpare il culo di Francesca
quella di lei per verificare l'effetto che gli stava provocando.

Andarono avanti per diversi minuti. Io mi ero spostato per guardarli meglio. Ad un certo punto vidi lui che le prese la mano e la trascinò fuori dalla pista da ballo. Notai che Francesca mi cercò con lo sguardo ma non mi vide poiché lo fece nella direzione in cui ero quando loro erano al tavolo. Mi sembrò un attimo delusa, quasi spaventata. Capii che si stavano dirigendo verso i bagni del locale. Mi affrettai a seguirli, ma li persi di vista, frenato dalle persone che affollavano il locale.

Arrivai di fronte all'ingresso dei bagni indeciso sul da farsi. Erano veramente entrati qui? E se sì, dove? In quello degli uomini o delle donne? E cosa dovevo fare? Entrare anche io, spiarli, ascoltarli o aspettarli fuori? Oppure andarmene del tutto? Oppure...

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