I nostri lettori

martedì 30 dicembre 2014

Ritorno in albergo



Stefano non fece in tempo a formulare un’ulteriore ipotesi che si imbattè in un corpo di donna che usciva dal bagno delle donne, tremante sulle gambe e visibilmente stravolta. “Mi scusi” provò a dire lei prima di riconoscerlo. “Laura???!!” rispose lui adesso altrettanto sconvolto. “Stefano????” “Eh si, sono proprio io, ma tu...sicura di stare bene?” “No affatto! Anzi guarda per fortuna che sei qui, io non so cosa sia preso a tua moglie...è impazzita! Ma sei arrivato in tempo, andiamola a prendere prima che commetta qualche sciocchezza!” Parlava affannosamente e confusa. Stefano avrebbe voluta abbracciarla per calmarla se non fosse che si trovavano davanti ad un bagno e lui era ancora esageratamente in erezione, quindi rinunciò. “Calmati Laura, va tutto bene, so tutto e la sciocchezza la faremmo noi se rovinassimo la festa a Francesca proprio adesso. Poi mi sembra un tipo a posto, anzi forse tu puoi dirmi di più, lo hai conosciuto no?” Laura divenne rossa temendo di essere stata colta in fallo, ma non era a quello che si riferiva Stefano. “Ma insomma cosa vi prende a tutti quanti? Cioè dico siete sposati! Tu sei mio cognato! Io non ci capisco più niente..” stava quasi per arrendersi, quando il telefono di Stefano vibrò di nuovo. “Un sms, forse è Francesca, ora ci spiegherà tutto”.
“Tesoro, ci avviamo all’uscita, non è che ci accompagneresti in albergo?”
Quel CI fu micidiale per l’erezione di Stefano che rischiava di rovinare i pantaloni da un momento all’altro.
“Certo arriviamo subito”
Scrisse al plurale per lasciare intendere la presenza di Laura e la trascinò con sè alla ricerca dell’uscita del locale. Sulla porta riconobbe la mia figura e notò chiaramente che stringevo la mano di Mario. Un nuovo duro colpo per il suo già duro cazzo messo a dura prova quella sera. Quando si avvicinarono salutai mio marito con un bacio sulle labbra prima di presentargli Mario che gli strinse vigorosamente la mano sorridendo. “Piacere” dissero praticamente in contemporanea e non era una frase di circostanza. Il piacere di conoscersi era veramente reciproco, sembrò quasi che si riconobbero al volo, una sorta di “amore” a prima vista si potrebbe dire. A Mario piacque mio marito perchè notò la sua eccitazione e riconobbe la sua disponibilità a mettersi in gioco e a Stefano piacque Mario perchè era sorridente e sicuro di sè, l’uomo che aveva affollato le sue fantasie negli ultimi mesi. “Beh, io direi di andare prima che ci sbattano fuori e detto onestamente avrei voglia di sbattere ben altro questa sera” Mario concluse la frase con una sonora pacca sul mio sedere che non fece sembrare per nulla volgare quella frase che in fondo lo era. Stefano non aggiunse altro e si limitò a farci strada verso l’auto, con Laura che ci seguiva ammutolita e sconvolta. Stefano sedette al posto di guida con Laura accanto lasciando me e Mario sul sedile posteriore. Dopo i primi istanti di silenzio il primo a parlare fu sempre Mario rivolto a Stefano: “Mi spiace davvero non avere tempo per fare conoscenza ma rimedieremo presto, amico” “Non hai nulla di cui dispiacerti...amico, capisco benissimo la situazione e credo che anche Laura non abbia nulla in contrario se l’accompagno a casa per lasciarvi la stanza”. Ero veramente fuori di me, non ero più io che cercavo di mettere le corna a mio marito ma proprio lui che mi stava offrendo ad uno sconosciuto, che per giunta mi piaceva parecchio! Mi sentii quasi in dovere di ringraziarlo ma non avrei trovato le parole giuste per cui mi lanciai sulla bocca di Mario per baciarlo con la foga di un’adolescente al suo primo appuntamento. Vidi con la coda dell’occhio mio marito sorridere compiaciuto e mi rilassai tra le braccia del mio primo amante. Anche lui sembrava perfettamente a suo agio nonostante l’assurdità della situazione e mentre Stefano rallentava l’andatura dell’auto ci godemmo un bacio di lingue avide e bagnate sotto gli occhi esterrefatti di mia cognata.
“Forse non ti ho detto ancora che sono senza mutandine” bisbigliai all’orecchio di Mario facendo ben attenzione a farmi udire anche dagli altri due. Lui non perse tempo e volle verificare con mano trovandomi subito pronta, disponibile, liscia e bagnatissima. L’arrivo a destinazione fu provvidenziale, non avevo nessuna voglia di venire così stupidamente  proprio la prima volta. Non perdemmo altro tempo, io salutai Laura ringraziandola mentre Mario si raccomandò a Stefano di lasciare il telefono acceso e a portata di mano. Non si dissero altro ma entrambi avevano chiaro in mente cosa significassero quelle parole. Ci salutammo lasciando in auto mio marito e mia cognata. Arrivati nella stanza per la prima volta realizzai veramente cosa stava per succedere. Non dico che me ne stavo pentendo assolutamente ma un pò di imbarazzo credo mi sia concesso. Avevo giocato alto tutta la sera e mi sentivo in dovere di mantenere alta l’atmosfera. Volevo essere troia a tutti i costi, la migliore delle troie e con troppa fretta mi fiondai in ginocchio a sbottonare i pantaloni di Mario. Ma non trovai la reazione che mi aspettavo, anzi lo vidi anche un pò contrariato dal mio gesto. “Ma no tesoro, tu questa sera non sei una puttana. Sei la mia regina e io il tuo re. Noi questa sera non faremo sesso, faremo l’amore per la prima di tantissime volte”. Queste parole mi spiazzarono sul serio, non l’avevo mai vista sotto questa luce ma non ebbi modo di ribattere che mi trovai nuovamente tra le sue forti braccia e con la sua lingua calda e grossa che esplorava la mia bocca. Riuscì a confondermi al punto che non ebbi il tempo di capire come ci ritrovammo alla fine completamente nudi sul letto, uno stretto all’altra pronti a perdersi fino in fondo nel più profondo dei piaceri...Mario era steso sopra di me e io non smettevo di baciarlo e desiderarlo.

lunedì 29 dicembre 2014

Vicini alla meta

Salutato mio fratello pensai di andarmene a dormire, ma la curiosità mi rodeva dentro. Provai a mandare un messaggio a Francesca.

"Come sta andando?"

Non sapevo se sperare che mi rispondesse o no. Ma quando vidi che stava rispondendo rimasi mi sentii ribollire dentro nell'attesa di leggere la risposta.

"Perché non vieni a controllare? Siamo al..." mi indicò il nome di un locale.

No, devo lasciarle sole, mi dissi. Non posso farlo e non posso andarci io senza dire niente a mio fratello. Continuai a ripetermelo, ma intanto ero salito in macchina e stavo guidando verso il locale.

Entrai, andai al bancone, mi abituai all'atmosfera un po' buia guardandomi attorno. Infine trovai Francesca, era seduta ad un tavolino, in compagnia di un uomo distinto. Non vidi traccia di Laura. Li osservai per un po', lei rideva spesso, aveva un atteggiamento che sembrava denotare disponibilità. Mi stavo eccitando. Non sapevo se continuare a spiarla, se farmi avanti, se andarmene.

Alla fine provai a scriverle di nuovo. Vidi il cellulare che teneva sul tavolo illuminarsi alla ricezione del mio messaggio: "Sono qui". Francesca dopo averlo letto si guardò attorno e mi vide, mi fece un leggero sorriso ma non fece capire all'uomo che aveva di fronte che aveva visto qualcuno. Lo interpretai come un segnale che non dovevo farmi avanti, ma non la disturbavo se stavo lì. La vidi scrivere qualcosa e subito il mio cellulare vibrò.

"Come ti sembra? Ti piace?"

Alzai gli occhi dal cellulare e vidi che Francesca mi stava guardando. Sentii le classiche "farfalle" nello stomaco. Quella sensazione di gelosia mista ad eccitazione che stavo scoprendo essere così irresistibile. Dovetti bere un sorso del cocktail che avevo ordinato per avere il coraggio di rispondere, ma lei aveva già capito.

Li vidi alzarsi e per un attimo ebbi paura che stessero tornando in albergo. Paura o speranza? Ma poi capii che stavano andando verso il centro del locale dove la gente ballava.

Ammirai Francesca muoversi sensuale su di lui, strusciandosi con quel vestitino aderente e provocando in lui, in me e forse anche in qualche altro spettatore una erezione difficilmente controllabile. Vidi i loro volti avvicinarsi, vidi lui parlarle all'orecchio, vidi le loro mani scendere, quella di lui per palpare il culo di Francesca
quella di lei per verificare l'effetto che gli stava provocando.

Andarono avanti per diversi minuti. Io mi ero spostato per guardarli meglio. Ad un certo punto vidi lui che le prese la mano e la trascinò fuori dalla pista da ballo. Notai che Francesca mi cercò con lo sguardo ma non mi vide poiché lo fece nella direzione in cui ero quando loro erano al tavolo. Mi sembrò un attimo delusa, quasi spaventata. Capii che si stavano dirigendo verso i bagni del locale. Mi affrettai a seguirli, ma li persi di vista, frenato dalle persone che affollavano il locale.

Arrivai di fronte all'ingresso dei bagni indeciso sul da farsi. Erano veramente entrati qui? E se sì, dove? In quello degli uomini o delle donne? E cosa dovevo fare? Entrare anche io, spiarli, ascoltarli o aspettarli fuori? Oppure andarmene del tutto? Oppure...

domenica 14 dicembre 2014

Cena in famiglia

Il piano di mio fratello era semplice, chiaro e spero efficace. Francesca è sempre stata un tipino tutto pepe e se non fosse stata mia cognata ci avrei provato sicuramente in questi anni. Tante volte, nei momenti di assenza di Laura, avevo pensato alla mia cognatina abbandonandomi all'autoerotismo ed ero certo che se ci fosse stata un'unica persona in grado di spingere Laura di nuovo verso il tradimento, questa era lei. Quella sera cenammo insieme, Stefano ed io, completamente liberi dalle nostre donne. Si parlava del più e del meno... calcio, famiglia, ecc.. fino a quando, forzando un po' la cosa, cercai di introdurre l'argomento Laura. «Chissà le ragazze che stanno facendo... ormai è quasi trascorso il primo giorno». «Di che ti preoccupi?» rispose Stefano, «sicuramente ceneranno e poi andranno a nanna» disse per poi scoppiare in una grossa risata. Ero eccitatissimo ma allo stesso tempo preoccupato per la mia Laura, non sapendo con chi potesse entrare in contatto durante il weekend. Stefano percepì il paradossale conflitto che dentro di me stava avvenendo e cerco di rassicurarmi: «infondo le ragazze sono belle e Laura è così esplosiva. Diciamocelo chiaramente... quando tornerà Francesca ci racconterà tutto». Poi mi sorrise... «che ne dici se quando ci descriverà tutto, ma tutto tutto, noi due ci godiamo una bella sega davanti mia moglie?»
Sembrava più eccitato lui che io. Riuscì comunque a tirarmi su... «caro fratello, sei un genio!» esclamai ridendo. La cena proseguì mentre fantasticavamo sulle nostre mogliettine... immaginando anche effusioni tra loro in presenza di un terzo incomodo che le soddisfasse entrambe. Al termine lavammo i piatti e preparai un buon caffè prima di riaccompagnare a casa mio fratello in auto. Un pensiero però fisso nella mia mente non decideva di abbandonarmi... «sai qual'è il problema? E' che sono già stufo di sapere solo che mi tradisce... vorrei una prova!... Non so, mutandine sporche di sperma, una registrazione, una foto.» Alzai lo sguardo al cielo quando giunsi alla reale conclusione «Ecco... voglio vederla dal vivo scopare con un altro!». Stefano, serio come non mai, comprendendomi mi rispose «la tua Laura non è come Francesca... o per lo meno non sa di esserlo. E' già pentita di quanto successo e devi avere pazienza con lei. Altrimenti rischi di metterla alle strette e sfasciare il vostro rapporto», dunque aprì la portiera una volta che accostai. «mi raccomando, ricordati le mie parole fratellino» e si diresse verso il portone di casa. Non mi restava che tornarmene a casa, dove mi sarei consolato con un porno dopo aver più volte invano cercato di mettermi in contatto telefonico con Laura.