Stefano non fece in tempo a formulare un’ulteriore ipotesi che si imbattè
in un corpo di donna che usciva dal bagno delle donne, tremante sulle gambe e
visibilmente stravolta. “Mi scusi” provò a dire lei prima di riconoscerlo. “Laura???!!”
rispose lui adesso altrettanto sconvolto. “Stefano????” “Eh si, sono proprio
io, ma tu...sicura di stare bene?” “No affatto! Anzi guarda per fortuna che sei
qui, io non so cosa sia preso a tua moglie...è impazzita! Ma sei arrivato in
tempo, andiamola a prendere prima che commetta qualche sciocchezza!” Parlava
affannosamente e confusa. Stefano avrebbe voluta abbracciarla per calmarla se
non fosse che si trovavano davanti ad un bagno e lui era ancora esageratamente
in erezione, quindi rinunciò. “Calmati Laura, va tutto bene, so tutto e la
sciocchezza la faremmo noi se rovinassimo la festa a Francesca proprio adesso.
Poi mi sembra un tipo a posto, anzi forse tu puoi dirmi di più, lo hai
conosciuto no?” Laura divenne rossa temendo di essere stata colta in fallo, ma
non era a quello che si riferiva Stefano. “Ma insomma cosa vi prende a tutti
quanti? Cioè dico siete sposati! Tu sei mio cognato! Io non ci capisco più
niente..” stava quasi per arrendersi, quando il telefono di Stefano vibrò di
nuovo. “Un sms, forse è Francesca, ora ci spiegherà tutto”.
“Tesoro, ci avviamo all’uscita, non è che ci accompagneresti in albergo?”
Quel CI fu micidiale per l’erezione di Stefano che rischiava di rovinare i
pantaloni da un momento all’altro.
“Certo arriviamo subito”
Scrisse al plurale per lasciare intendere la presenza di Laura e la
trascinò con sè alla ricerca dell’uscita del locale. Sulla porta riconobbe la
mia figura e notò chiaramente che stringevo la mano di Mario. Un nuovo duro
colpo per il suo già duro cazzo messo a dura prova quella sera. Quando si
avvicinarono salutai mio marito con un bacio sulle labbra prima di presentargli
Mario che gli strinse vigorosamente la mano sorridendo. “Piacere” dissero
praticamente in contemporanea e non era una frase di circostanza. Il piacere di
conoscersi era veramente reciproco, sembrò quasi che si riconobbero al volo,
una sorta di “amore” a prima vista si potrebbe dire. A Mario piacque mio marito
perchè notò la sua eccitazione e riconobbe la sua disponibilità a mettersi in
gioco e a Stefano piacque Mario perchè era sorridente e sicuro di sè, l’uomo
che aveva affollato le sue fantasie negli ultimi mesi. “Beh, io direi di andare
prima che ci sbattano fuori e detto onestamente avrei voglia di sbattere ben
altro questa sera” Mario concluse la frase con una sonora pacca sul mio sedere
che non fece sembrare per nulla volgare quella frase che in fondo lo era.
Stefano non aggiunse altro e si limitò a farci strada verso l’auto, con Laura
che ci seguiva ammutolita e sconvolta. Stefano sedette al posto di guida con
Laura accanto lasciando me e Mario sul sedile posteriore. Dopo i primi istanti
di silenzio il primo a parlare fu sempre Mario rivolto a Stefano: “Mi spiace
davvero non avere tempo per fare conoscenza ma rimedieremo presto, amico” “Non
hai nulla di cui dispiacerti...amico, capisco benissimo la situazione e credo
che anche Laura non abbia nulla in contrario se l’accompagno a casa per
lasciarvi la stanza”. Ero veramente fuori di me, non ero più io che cercavo di
mettere le corna a mio marito ma proprio lui che mi stava offrendo ad uno
sconosciuto, che per giunta mi piaceva parecchio! Mi sentii quasi in dovere di
ringraziarlo ma non avrei trovato le parole giuste per cui mi lanciai sulla
bocca di Mario per baciarlo con la foga di un’adolescente al suo primo
appuntamento. Vidi con la coda dell’occhio mio marito sorridere compiaciuto e
mi rilassai tra le braccia del mio primo amante. Anche lui sembrava
perfettamente a suo agio nonostante l’assurdità della situazione e mentre
Stefano rallentava l’andatura dell’auto ci godemmo un bacio di lingue avide e
bagnate sotto gli occhi esterrefatti di mia cognata.
“Forse non ti ho detto ancora che sono senza mutandine” bisbigliai all’orecchio di Mario facendo ben attenzione a farmi udire anche dagli altri due. Lui non perse tempo e volle verificare con mano trovandomi subito pronta, disponibile, liscia e bagnatissima. L’arrivo a destinazione fu provvidenziale, non avevo nessuna voglia di venire così stupidamente proprio la prima volta. Non perdemmo altro tempo, io salutai Laura ringraziandola mentre Mario si raccomandò a Stefano di lasciare il telefono acceso e a portata di mano. Non si dissero altro ma entrambi avevano chiaro in mente cosa significassero quelle parole. Ci salutammo lasciando in auto mio marito e mia cognata. Arrivati nella stanza per la prima volta realizzai veramente cosa stava per succedere. Non dico che me ne stavo pentendo assolutamente ma un pò di imbarazzo credo mi sia concesso. Avevo giocato alto tutta la sera e mi sentivo in dovere di mantenere alta l’atmosfera. Volevo essere troia a tutti i costi, la migliore delle troie e con troppa fretta mi fiondai in ginocchio a sbottonare i pantaloni di Mario. Ma non trovai la reazione che mi aspettavo, anzi lo vidi anche un pò contrariato dal mio gesto. “Ma no tesoro, tu questa sera non sei una puttana. Sei la mia regina e io il tuo re. Noi questa sera non faremo sesso, faremo l’amore per la prima di tantissime volte”. Queste parole mi spiazzarono sul serio, non l’avevo mai vista sotto questa luce ma non ebbi modo di ribattere che mi trovai nuovamente tra le sue forti braccia e con la sua lingua calda e grossa che esplorava la mia bocca. Riuscì a confondermi al punto che non ebbi il tempo di capire come ci ritrovammo alla fine completamente nudi sul letto, uno stretto all’altra pronti a perdersi fino in fondo nel più profondo dei piaceri...Mario era steso sopra di me e io non smettevo di baciarlo e desiderarlo.
“Forse non ti ho detto ancora che sono senza mutandine” bisbigliai all’orecchio di Mario facendo ben attenzione a farmi udire anche dagli altri due. Lui non perse tempo e volle verificare con mano trovandomi subito pronta, disponibile, liscia e bagnatissima. L’arrivo a destinazione fu provvidenziale, non avevo nessuna voglia di venire così stupidamente proprio la prima volta. Non perdemmo altro tempo, io salutai Laura ringraziandola mentre Mario si raccomandò a Stefano di lasciare il telefono acceso e a portata di mano. Non si dissero altro ma entrambi avevano chiaro in mente cosa significassero quelle parole. Ci salutammo lasciando in auto mio marito e mia cognata. Arrivati nella stanza per la prima volta realizzai veramente cosa stava per succedere. Non dico che me ne stavo pentendo assolutamente ma un pò di imbarazzo credo mi sia concesso. Avevo giocato alto tutta la sera e mi sentivo in dovere di mantenere alta l’atmosfera. Volevo essere troia a tutti i costi, la migliore delle troie e con troppa fretta mi fiondai in ginocchio a sbottonare i pantaloni di Mario. Ma non trovai la reazione che mi aspettavo, anzi lo vidi anche un pò contrariato dal mio gesto. “Ma no tesoro, tu questa sera non sei una puttana. Sei la mia regina e io il tuo re. Noi questa sera non faremo sesso, faremo l’amore per la prima di tantissime volte”. Queste parole mi spiazzarono sul serio, non l’avevo mai vista sotto questa luce ma non ebbi modo di ribattere che mi trovai nuovamente tra le sue forti braccia e con la sua lingua calda e grossa che esplorava la mia bocca. Riuscì a confondermi al punto che non ebbi il tempo di capire come ci ritrovammo alla fine completamente nudi sul letto, uno stretto all’altra pronti a perdersi fino in fondo nel più profondo dei piaceri...Mario era steso sopra di me e io non smettevo di baciarlo e desiderarlo.


